A giugno il diesel potrebbe toccare i 3 euro al litro. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha nascosto il timore tra la difficoltà nel rinnovare il taglio delle accise e il prezzo del petrolio inarrestabile, il rischio di una stangata record è reale.
Il conflitto, alla quinta settimana, tiene il greggio sopra i 100 dollari al barile e minaccia lo Stretto di Hormuz, il passaggio chiave da cui l’Italia importa il 57% del proprio gasolio. Ormai è noto a tutti che se questa rotta si blocca, il rischio non è solo che il diesel sarà carissimo, ma potrebbe diventare introvabile. Il timore è quello di una crisi energetica che rischia di superare quelle storiche degli anni ’70.
Il rischio razionamento
Il commissario all’Energia Dan Jørgensen propone qualche misura come più smart working, limiti di velocità ridotti e meno voli. In alcuni Paesi si vedono già i primi segnali di crisi, con limitazioni alla circolazione e locali chiusi la sera per risparmiare energia.
Il 90% dei mezzi pesanti in Italia viaggia a gasolio e un blocco delle forniture metterebbe in ginocchio l’intera logistica. I numeri parlano di un raddoppio dei prezzi industriali in un solo mese. Senza un intervento immediato del Governo o una tregua nel Golfo, la soglia dei 3 euro verrà superata entro due mesi. Il vero pericolo, però, non è solo il prezzo alto, ma il rischio è di svegliarsi una mattina e scoprire che il diesel è semplicemente finito.
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