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sabato 18 Aprile, 2026
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L’Iran ha bloccato il passaggio delle navi a Hormuz dopo i raid israeliani in Libano

Tel Aviv ha continuato a bombardare il territorio di Beirut anche dopo la tregua, costringendo Teheran a valutare una ripresa delle ostilità a difesa del Paese alleato

Da Laura Laurenzi
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La tregua di due settimane tra Usa e Iran è già entrata in crisi. Teheran ha annunciato il blocco del transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz a seguito degli attacchi israeliani contro il Libano. Gli stessi che, poche ore prima, aveva definito “violazioni del cessate il fuoco temporaneo”. Da questa notte, infatti, Israele ha messo in atto una serie di attacchi devastanti nei confronti del territorio di Beirut, provocando morti e feriti. Secondo il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, i raid avrebbero preso di mira solo centri operativi di Hezbollah.

Un funzionario iraniano ha reso pubblico lo scontento della Repubblica islamica, chiarendo che “Israele è noto per non mantenere le promesse e sarà scoraggiato solo dai proiettili”. Una frase che sembra confermare l’intenzione di Teheran a riprendere gli attacchi in difesa del suo alleato.

Le reazioni alle violazioni di Israele

Israele “rimane totalmente indifferente a tutti gli sforzi regionali e internazionali per fermare la guerra, per non parlare del suo totale disprezzo per i principi del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, che non ha mai rispettato”, ha spiegato il primo ministro libanese, Nawasa Salam, sottolineando che Tel Aviv starebbe attaccando quartieri densamente popolati, provocando la morte di numerosi civili.

A fronte di queste tensioni, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il capo dell’Esercito pachistano, Asim Munir, impegnato nella mediazione per la tregua con gli Stati Uniti. La conversazione si è concentrata sulle “violazioni del cessate il fuoco” da parte di Israele sia in Iran che in Libano. Teheran sta dunque prendendo molto seriamente la possibile escalation.

Le prime rappresaglie dell’Iran

Secondo il Wall Street Journal, sembra che una prima rappresaglia dell’Iran sia già stata messa a segno. Il principale sbocco per le esportazioni dell’Arabia Saudita, l’oleodotto est-ovest, sarebbe stato colpito in un attacco di Teheran. La testata cita persone informate dei fatti e presunti testimoni, secondo cui anche altre strutture presenti nella zona sarebbero state colpite. Al momento i danni sarebbero in fase di valutazione.

L’area colpita è altamente strategica, in quanto l’oleodotto collega i giacimenti petroliferi orientali dell’Arabia Saudita al porto di Yanbu sul Mar Rosso e può trasportare fino a 7 milioni di barili di greggio al giorno. A seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz, l’oleodotto è divenuto una rotta fondamentale per le esportazioni verso i mercati globali. L’attacco, se confermato, sarebbe l’ennesima dimostrazione della volontà iraniana di indebolire i mercati globali come leva contro la guerra voluta da Donald Trump.

Inoltre, diversi Paesi del Golfo, tra cui Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Kuwait, hanno segnalato attacchi missilistici e droni sui loro territori, poche ore dopo che l’Iran e gli Stati Uniti avevano annunciato un cessate il fuoco di due settimane. Nello specifico, Ryad sostiene di aver intercettato nove droni nelle ultime ore. Un segnale non rincuorante sul proseguimento del cessate il fuoco.

Leggi anche: Idf ferma convoglio Unifil con italiani diretto a Beirut: sparati colpi di avvertimento

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