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sabato 18 Aprile, 2026
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Manifestazione per la remigrazione. Foto dal web.

La destra si spacca sul Remigration Summit

Lega a favore, Forza Italia contraria. Salvini dileggia chi chiede l'intervento di questore e prefetto, ma il DL Sicurezza farà di peggio

Da Sergio Di Laccio
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Il Remigration Summit previsto il 18 aprile in piazza del Duomo accende lo scontro politico e spacca il centrodestra milanese. Da una parte la Lega, che rivendica l’iniziativa come legittima manifestazione politica; dall’altra, assieme all’opposizione compatta, anche parte di Forza Italia, con il responsabile del dipartimento immigrazione Amir Atrous che parla apertamente di “evento in odore di xenofobia e razzismo” e annuncia una contro-iniziativa dedicata alle seconde generazioni.

Le parole di Atrous e di Buscemi

“Nel 2026, con focolai di guerra alle porte dell’Europa e una crisi energetica che incide sulla vita quotidiana, continuare a fare gli influencer agitando lo spauracchio dell’uomo nero è un atteggiamento patetico e fuori tempo massimo”, denuncia Atrous, che chiosa: “La Lega è al governo del Paese da quattro anni: di fatto stanno andando in piazza per protestare contro sé stessi”.
Sulla stessa linea la presidente del consiglio comunale di Milano Elena Buscemi (Pd), che ha chiesto al prefetto e al questore di riflettere se autorizzare il Remigration Summit, a cui oltre alla Lega parteciperanno diversi partiti europei di estrema destra. In aula si è allora scatenata la bagarre, con i leghisti Sardone e Piscina che con assoluto sprezzo del ridicolo hanno parlato di “fascismo rosso”, di autoritarismo e difeso il diritto di manifestazione.

L’intervento di Salvini

A offrire immediato supporto ai due è il loro segretario nazionale Matteo Salvini, che ha attaccato Elena Buscemi per aver chiesto il parere di prefetto e questore e, allacciatevi le cinture, ha detto che: “Decidere chi ha diritto di andare in piazza Duomo a portare le proprie idee e chi non potrebbe farlo è curioso”. All’alba dell’era dell’intelligenza artificiale viene da chiedersi se si tratti di un deepfake o se a pronunciare queste parole sia stato davvero Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e vicepremier.
Lo stesso Matteo Salvini che è tra i principali sostenitori del Decreto sicurezza, un decreto legge prossimo alla conversione che rappresenta uno dei più gravi attacchi al diritto di manifestazione del mondo occidentale, con un approccio autoritario se non apertamente fascista, già duramente condannato da Amnesty International. Fermo preventivo, Daspo giudiziario, Daspo prefettizio.
Curioso che a decidere chi possa andare in piazza debba essere lui e quelli come lui.

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