Pur non essendo ancora apparso in pubblico dall’inizio del conflitto, Mojtaba Khamenei ha scelto il quarantesimo giorno dalla scomparsa del padre per parlare al popolo. La nuova Guida Suprema dell’Iran ha rotto un lungo silenzio con un messaggio alla nazione letto dalla TV di Stato, delineando la strategia della Repubblica Islamica tra la rivendicazione di una vittoria già conseguita, una spinta alla resistenza e la minaccia di una nuova escalation nello Stretto di Hormuz.
”Non cerchiamo la guerra, ma non rinunceremo ai diritti”
Il messaggio di Khamenei ha voluto rimarcare la posizione di difesa del Paese rispetto a una guerra mai desiderata. ”L’Iran non ha cercato e non cerca la guerra, ma in nessun modo rinunceremo ai nostri diritti legittimi nei negoziati con gli Stati Uniti”, ha dichiarato. E seppur non ci sia stata la volontà di innescare un conflitto, Khamenei non smetterà di combattere e sostenere il popolo iraniano, definito come ”la parte vincitrice‘‘ del terzo grande conflitto della “difesa sacra” contro Usa e Israele.
La minaccia su Hormuz e il fronte con il Libano
La Guida Suprema ha annunciato che Teheran passerà a una ”nuova fase’‘ nel controllo dello Stretto di Hormuz, lo snodo del commercio petrolifero mondiale, attualmente in gran parte bloccato o sotto stretta sorveglianza iraniana.
Khamenei ha inoltre ribadito il sostegno agli alleati regionali, citando il Libano e il cosiddetto “fronte della resistenza”: ”Consideriamo tutto il fronte della resistenza in modo unitario”, ha affermato, legando indissolubilmente il destino di Teheran a quello di Hezbollah, proprio mentre il Libano è sotto il continuo attacco dei bombardamenti israeliani.
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