Un commerciante d’armi italiano finisce al centro di un caso che intreccia traffici illegali e guerra. Manfred Gruber, originario dell’Alto Adige, si trova in un carcere federale negli Stati Uniti con l’accusa di aver esportato munizioni verso la Russia aggirando le restrizioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina.
Secondo le autorità americane, Gruber avrebbe spedito proiettili di fabbricazione statunitense per un valore di circa 540mila dollari. Le munizioni sarebbero state inviate prima in Kirghizistan e poi riesportate in Russia, con l’obiettivo di sostenere lo sforzo militare di Mosca. Un presunto socio kirghiso coinvolto nello stesso schema è stato già condannato lo scorso gennaio a 39 mesi di carcere.
Gruber è stato arrestato lo scorso ottobre mentre si stava recando a una fiera di settore a Washington. Durante una prima udienza si è dichiarato colpevole, come riportato dal Dipartimento di Giustizia americano. Ora è detenuto nel carcere federale di Brooklyn in attesa della sentenza.
Gli investigatori sostengono che l’imputato abbia usato diverse società per nascondere le spedizioni e rendere più difficile il controllo delle autorità. In una intercettazione pubblicata dagli inquirenti emerge che Gruber era consapevole del rischio. Alla richiesta di inviare circa 100mila proiettili, avrebbe suggerito di dividere la consegna in più spedizioni “in modo che passi inosservata”.
Per l’Fbi il caso è grave. Secondo i funzionari statunitensi, la vendita illegale di munizioni avrebbe contribuito a sostenere una guerra che ha già causato migliaia di vittime. Un’accusa pesante che ora pesa sul destino giudiziario del commerciante italiano.
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