Paolo Barelli ha annunciato le proprie dimissioni da capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati.
“Ho convocato l’assemblea del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera per domani sera”, ha scritto in una nota ufficiale. “In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico. È mia ferma intenzione continuare con la stessa intensità il mio impegno politico e il mio sostegno al governo guidato da Giorgia Meloni”.
Costa pronto al subentro
Secondo un’indiscrezione riportata da Adnkronos, domani sera attorno alle ore 20 si terrà l’assemblea dei deputati forzisti volta a eleggere il nuovo presidente del gruppo azzurro alla Camera. Non sarà un compito arduo: l’unico nome sul tavolo è quello di Enrico Costa.
A quanto riporta Il Giornale, invero, non è che Costa goda di grande sostegno presso i deputati azzurri: eletto nelle fila di Azione e transitato per il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, l’ex ministro per gli Affari regionali nei governi Renzi e Gentiloni non scalda certo i cuori dei forzisti di lungo corso. Costa può però contare su uno sponsor di eccezione, Gianni Letta, che in lui avrebbe trovato il giusto compromesso tra i fedelissimi di Antonio Tajani e i nomi che avevano invece in mente Marina e Pier Silvio Berlusconi.
“Morto un Papa, se ne fa un altro”
All’uscita di Palazzo Chigi, coi cronisti Paolo Barelli si è mostrato sorridente: “Il mio non è un incarico a tempo indeterminato. Ho tanti impegni e funzioni da svolgere, sia in ambito politico che fuori”. E poi nessuno è indispensabile: “morto un Papa, se ne fa un altro”, ha scherzato, prima di rivendicare però i risultati ottenuti negli ultimi tre anni, da quando cioè era diventato capogruppo: “Il partito è cresciuto, lo dicono i numeri, ed è diventato un punto di riferimento per il centrodestra e non solo”.
Quanto alle prossime fasi della sua vita politica, nega di aver incontrato Meloni e non risponde a chi suggerisce per lui un prossimo incarico da sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: “Non mi aspetto nulla, perché non ho chiesto nulla”.
La frecciata ai Berlusconi
Ma, al di là di suoi eventuali ruoli nel governo, c’è anche una partita interna a Forza Italia. Che, lo sanno anche i sassi, non è un partito come gli altri. È un partito nato a immagine e somiglianza del suo fondatore e, ora che Silvio Berlusconi non c’è più, deve fare i conti con la volontà, e forse anche i capricci, dei suoi due figli maggiori, Marina e Piersilvio.
“È giusto e anche scontato che ai figli di Berlusconi stia a cuore il partito fondato dal padre, è ovvio che si interessino della sua creatura politica”, ha concesso Barelli. “Dopodiché”, ha aggiunto sibillino, “c’è la quotidianità e bisogna starci dentro. Normalmente i partiti si guidano dall’interno”.
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