Il governo ugandese ha ordinato un blackout totale di internet pubblico due giorni prima delle elezioni generali del 15 gennaio 2026, colpendo social media, navigazione web e app di messaggistica.
La misura, annunciata dalla Uganda Communications Commission (UCC), è entrata in vigore alle 18:00 ora locale del 13 gennaio e durerà fino a nuovo avviso.
Si tratta di una pratica ricorrente per limitare la diffusione di disinformazione durante i periodi elettorali.
La direttiva della UCC
In una lettera del 13 gennaio, la UCC ha imposto la sospensione di accesso a banda larga mobile, fibra ottica, linee dedicate, wireless fisso e servizi satellitari.
Il direttore esecutivo Nyombi Thembo ha specificato che la sospensione si applica alla banda larga mobile, alla fibra ottica, alle linee dedicate, all’accesso wireless fisso, ai collegamenti radio a microonde e ai servizi internet satellitari.
Vengono bloccate anche nuove registrazioni SIM e chiamate in roaming dati.
Motivi e eccezioni previste
L’UCC giustifica il blocco per prevenire disinformazione, frodi elettorali e minacce alla sicurezza nazionale.
Solo servizi essenziali come ospedali, sistemi bancari, pagamenti governativi e piattaforme elettorali accederanno via IP dedicati, VPN o circuiti privati.
La misura segue raccomandazioni del comitato sicurezza nazionale per evitare l’uso del web come arma di odio e propaganda.
Contesto politico ed elezioni
Il presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986 e 81enne, briga per il settimo mandato contro sette sfidanti, tra cui il cantante Bobi Wine (Robert Kyagulanyi).
Non è la prima volta: nel 2021 l’internet fu bloccato per oltre 100 ore, con costi economici stimati in 9 milioni di dollari.
Simili restrizioni si sono verificate in Tanzania nel 2025 durante le elezioni.
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