Per la prima volta nella storia un uomo corre la maratona di 42 km in meno di due ore. Succede a Londra, in una giornata destinata a restare negli annali dell’atletica mondiale. Il protagonista è il keniano Sabastian Sawe, 31 anni, che vince con il tempo di 1h59:30 dopo una gara tirata dall’inizio alla fine.
Non è solo un record. È uno spartiacque. Un limite che per anni sembrava invalicabile e che oggi cade davanti agli occhi del mondo. Dietro Sawe arriva l’etiope Yomif Kejelcha, secondo in 1h59:41, anche lui sotto la barriera delle due ore. Terzo l’ugandese Jacob Kiplimo, che chiude in 2h00:28: tempo che vale il record nazionale ma non basta per stare con i primi due.
La gara si costruisce nella seconda metà. Sawe passa a metà percorso in 1h00:29, poi cambia passo e vola negli ultimi chilometri con un parziale di 59:01 che fa la differenza. Un ritmo altissimo, quasi perfetto. Il keniano conferma così il suo valore dopo i successi alla Roma-Ostia nel 2022 e alla BoClassic di fine 2023. Alle spalle del podio chiude quinto il campione olimpico e mondiale Tamirat Tola in 2h02:59. Il miglior europeo è l’irlandese Peter Lynch, nono con il record nazionale di 2h06:08.
A Londra cade anche il record mondiale nella maratona femminile riservata alle sole donne. Per il terzo anno di fila il primato cambia nome. Dopo il 2h16:16 della keniana Peres Jepchirchir nel 2024 e il 2h15:50 dello scorso anno, l’etiope Tigist Assefa si supera ancora e vince in 2h15:41. Una gara combattuta fino alla fine con tre atlete sempre insieme: Assefa, la keniana Hellen Obiri e la connazionale Joyciline Jepkosgei. Obiri chiude seconda con il personale di 2h15:53, Jepkosgei terza in 2h15:55. Tempi altissimi, tutti vicini al vecchio primato. La migliore europea è la scozzese Eilish McColgan, settima in 2h24:51. Ma il giorno resta quello di Sawe. Un uomo, una corsa, una barriera che non esiste più.
Leggi anche: Barbara d’Urso porta Mediaset in tribunale
Seguite La Sintesi sui nostri social!
