lunedì 15 Giugno 2026
Carlo Nordio ph Ansa

Nordio a Palazzo Chigi da Mantovano. Il caso Minetti fa tremare il governo Meloni

Il ministro è rimasto a colloquio per circa un'ora. Ufficialmente per trattare di provvedimenti pregressi, ma sembra difficile che non sia stato affrontato il tema della grazia concessa all'ex consigliera regionale. M5S e Avs: "Dia spiegazioni e poi si dimetta"

Da Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

può essere il colpo di per il governo Meloni? Giochi di parole a parte, le indiscrezioni sulle “supposte falsità” presenti nei documenti consegnati dall’ex consigliera regionale della Lombardia per la concessione della clemenza hanno provocato un nuovo nel ministero della . Alle 13 in punto, Carlo Nordio è arrivato a Palazzo Chigi, dove è rimasto per oltre un’ora. Secondo fonti ufficiali avrebbe incontrato il Alfredo Mantovano, braccio destro di Giorgia Meloni, per discutere alcuni provvedimenti in materia di giustizia. Sembra difficile credere, però, che l’argomento Minetti non sia stato in alcun modo trattato.

Da ieri, dopo la richiesta del Quirinale, proseguono le verifiche interne, così come le della Procura e dell’Interpol, che in pochi giorni potrebbero far chiarezza sulla veridicità dei documenti consegnati da Minetti. Se le accuse si rivelassero vere, il governo Meloni subirebbe un nuovo e pesante contraccolpo.

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, infatti, l’opposizione è insorta contro Nordio, ricordando come le verifiche sullo status della 41enne spettassero al suo ministero e al procuratore generale di giustizia. Lo stesso Quirinale, chiedendo verifiche sulle accuse rivolte a Minetti, ha chiarito di non avere a disposizione gli strumenti per le indagini del caso. Il decide solo sulla base dei documenti che ottiene dal ministero e dalla Procura. Da qui, forse, la necessità che Nordio chiarisse direttamente con Palazzo Chigi.

L’opposizione chiede le dimissioni di Nordio

Eppure, a Via Arenula il meccanismo dello scaricabarile è già stato attivato. C’è chi infatti già accusa l’ex capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, di essere la responsabile della presunta svista. Da lei o dai vertici dell’ufficio grazie, degli Interni e degli Affari di Giustizia, però, non è ancora arrivata alcuna smentita ufficiale. La domanda, comunque, rimane la stessa. Perché le verifiche non sono state fatte prima? 

Proprio su tale quesito è insorta l’opposizione. “Siamo di fronte all’ennesimo disastro istituzionale, politico ed etico firmato Nordio”, ha dichiarato di Avs, per poi aggiungere: “Il ministro avrebbe già dovuto rassegnare le dimissioni ai tempi del caso e non lo ha fatto neanche con la batosta del referendum sulla separazione delle carriere. Ora farebbe bene a dimettersi”. Secondo il centrosinistra, il caso in questione sarebbe la dimostrazione che per il centrodestra la giustizia si modifica a seconda dell’importanza e del potere della figura da giudicare.

Il M5S, tramite le parole del capogruppo al Senato Luca Pirondini, ha annunciato di voler chiedere un’informativa di Nordio in Aula sul caso. “Dia spiegazioni chiare senza cercare nuovi capri espiatori e poi tolga il disturbo”, hanno aggiunto i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato. Secondo Matteo Renzi di Iv, invece, il caso avrebbe radici più profonde, tali da dover provocare le dimissioni della stessa Presidente del Consiglio. In fin dei conti, se Nordio dovesse cedere sotto queste nuove accuse, è possibile che porti con sé l’intero governo.

Leggi anche: “Tutta colpa di Bartolozzi”: il Ministero cerca un capro espiatorio per la grazia a Minetti

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

 

 

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata