domenica 27 Settembre 2026

”Da Benito a Giorgia un lungo filo nero e diretto” Montanari paragona Meloni a Mussolini

Il rettore dell'Università per stranieri di Siena ha accostato la Premier all'immagine del duce durante il concertone dell' ''Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto''

Di Silvia Forconi
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‘‘Da Benito a Giorgia c’è un lungo filo diretto, un lungo filo nero, nerissimo. Si chiama ”. Sono state queste le parole del rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari, intervenendo ieri sera sul palco del dell’Uno Libero e Pensante di Taranto.

Il collage della polemica

Sul palco, alle spalle di Montanari è apparso un collage di un manifesto elettorale di Meloni e una storica prima pagina della Domenica del Corriere raffigurante Mussolini. ”Il volto del potere mente sempre”, ha detto il rettore citando Hannah Arendt, per poi commentare il collage dicendo: ”Dimmi chi sono i tuoi modelli e ti dirò chi sei. Da Benito a Giorgia c’è un lungo filo diretto, un lungo filo nero, nerissimo. Si chiama fascismo”.

Secondo Montanari, dietro l’immagine del governo ”bella, forte, rassicurante, materna e cristiana”, si nasconderebbe una seconda faccia. L’invito del rettore è stato quello di “smontare” questo . ‘‘Dimmi chi sono i tuoi modelli e ti dirò chi sei , dimmi quali sono le tue di ispirazione e capirò qual è la tua visione del mondo, quali sono i tuoi miti, dimmi chi stai seguendo e ti dirò come andrà a finire’‘, ha concluso dal palco.

Le di Fratelli d’Italia

La risposta della non si è fatta attendere, a partire dai vertici di Fratelli d’Italia. Giovanni , responsabile dell’organizzazione del partito, ha commentato via social definendo il rettore ”ossessionato” da Giorgia Meloni e dal fascismo. Donzelli ha poi cercato di screditare l’ aggiungendo che, se Montanari non rappresentasse un’importante istituzione accademica ”ci sarebbe stato solo da ridere’‘.

Sulla stessa linea anche il deputato Dario Iaia, presidente provinciale del partito a Taranto, che ha definito il collage ”propaganda scadente”. Secondo l’esponente di , l’accostamento tra la Premier e Mussolini rappresenta un ”trucco retorico indegno” che mette sullo stesso piano una dittatura e un governo eletto democraticamente.

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