Con il Paese alle prese con salari fermi, sanità in crisi e un’economia che sprofonda, Giorgia Meloni sceglie di rendere omaggio a Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano scomparso 38 anni fa e figura simbolo della destra neofascista italiana. Un ricordo che ha subito acceso lo scontro politico, soprattutto per il passato di Almirante e il suo ruolo nella propaganda fascista.
Nel giorno dell’anniversario della sua morte, la presidente del Consiglio ha pubblicato un messaggio sui social dedicato al fondatore del Msi. “Il mio pensiero va a una figura che ha segnato profondamente la storia della destra italiana”, scrive Meloni. E ancora: “Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l’amore per l’Italia e una concezione della politica vissuta con passione, dignità e rispetto”.
Parole che hanno riportato al centro una figura ancora divisiva. Giorgio Almirante fu il leader del Msi, il principale partito neofascista nato dopo la caduta del regime. Prima di guidare il partito, però, fu anche tra i firmatari e collaboratori della rivista “La difesa della razza”, strumento della propaganda antisemita fascista nato per sostenere le leggi razziali del 1938. Un passato mai rinnegato fino in fondo, che continua a pesare nel giudizio storico sulla sua figura.
Meloni ha poi aggiunto che il suo ricordo “continua a vivere nel percorso della destra italiana e nella memoria di una comunità politica che, ancora oggi, non si risparmia, per aggiungere il proprio pezzo di cammino, con coraggio e determinazione”. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha voluto ricordare Almirante, definendolo “un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla Nazione, con coerenza, passione e profondo rispetto delle Istituzioni repubblicane”.
Dall’opposizione, però, la reazione è stata durissima. L’ex ministro della Giustizia del Pd Andrea Orlando ha attaccato frontalmente la premier: “Oggi sui suoi profili social Giorgia Meloni rivendica la continuità con il percorso politico di Giorgio Almirante. Un percorso iniziato con la redazione della rivista ‘La difesa della razza’, passando per i repubblichini di Salò, fucilando partigiani, intrecciandosi poi con la stagione delle trame nere e dell’estremismo neofascista. Un bel percorso davvero!”.
Leggi anche: Caso Epstein: il Regno Unito indaga sul principe Andrea
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
