Un 22enne italiano di origini marocchine è stato fermato dalla Polizia di Stato a Reggio Emilia con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Il giovane, già monitorato dagli investigatori, è gravemente indiziato di aver avuto contatti online con un presunto sostenitore dell’Isis, che gli avrebbe proposto di istruirlo e finanziare un attentato in Italia o all’estero.
L’allarme e il fermo
L’intervento è scattato giovedì sera, dopo che gli investigatori avevano appreso che un giovane, residente a Reggio Emilia ma senza fissa dimora, avrebbe manifestato l’intenzione di raggiungere il centro cittadino armato di coltello per fare del male ad altre persone.
La situazione è stata considerata subito urgente anche per l’afflusso previsto in città: quella sera erano in programma una partita di basket di livello nazionale, con migliaia di spettatori, e un evento musicale in piazza San Prospero. La Questura ha quindi allertato le pattuglie impegnate nei controlli del territorio. Poco dopo, il 22enne è stato individuato dagli agenti della Squadra Volanti e della Digos mentre camminava da solo in via Roma, una laterale della centralissima via Emilia.
Il precedente in Germania
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo era già noto alla Direzione centrale della Polizia di prevenzione.
Il monitoraggio era iniziato nel 2024, quando il giovane era stato arrestato in Germania per alcuni reati commessi sul territorio tedesco. In quella circostanza si sarebbe più volte dichiarato sostenitore dello Stato Islamico, affermando anche di voler agire in suo nome.
A gennaio era rientrato in Italia dopo un provvedimento di espulsione emesso dalle autorità tedesche, che lo avevano considerato socialmente pericoloso. Una volta tornato a Reggio Emilia, la Questura, insieme al Centro di salute mentale e ai servizi socio-assistenziali, aveva attivato un percorso di assistenza finalizzato al suo recupero.
Gli accertamenti sul cellulare
Quel percorso si sarebbe però interrotto dopo una nuova segnalazione della Direzione centrale della Polizia di prevenzione.
Gli investigatori, nell’ambito di un’attività informativa e di monitoraggio, avrebbero individuato l’utenza telefonica del giovane all’interno di alcune chat nelle quali si sarebbe discusso della preparazione di atti di matrice terroristica.
Una volta accompagnato in Questura, dagli accertamenti sarebbe emerso un contatto tramite piattaforma di messaggistica con un presunto sostenitore dell’Isis che gli avrebbe proposto di istruirlo e finanziarlo per compiere un attentato, in Italia o all’estero. Il 22enne avrebbe accettato.
Custodia cautelare in carcere
Il fermo è stato eseguito dalla Digos di Reggio Emilia, con il supporto della sezione Antiterrorismo della Digos di Bologna, sotto il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, della Procura di Reggio Emilia e della Procura distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Bologna.
Il telefono del giovane è stato sequestrato e il 22enne è stato portato nella casa circondariale di Reggio Emilia. Dopo l’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha accolto le richieste della Procura, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
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