martedì 26 Maggio 2026

L’azzardo di Meloni: blitz estivo per chiudere la riforma elettorale

Dopo il buon risultato alle comunali la maggioranza torna all’attacco sul “Melonellum”. La premier punta all'approvazione alla Camera per evitare il pantano politico e sfruttare il momento favorevole

Da Alessio Matta
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Il vento è cambiato nel giro di pochi giorni. A fine marzo il centrodestra era uscito indebolito dal referendum sulla Giuustizia, con una sconfitta che aveva raffreddato i piani della maggioranza. Oggi, invece, il clima è diverso. Le comunali, con la conferma di Venezia e la vittoria a Reggio Calabria, hanno restituito fiducia a Giorgia Meloni, che ora vuole accelerare sulla nuova legge elettorale e arrivare all’approvazione alla Camera entro luglio.

La premier sente che questo è il momento giusto per tentare l’affondo. Dopo settimane complicate, il risultato amministrativo viene letto dentro Fratelli d’Italia come una prova di forza politica. Non a caso Meloni ha affidato ai social una risposta ironica alle opposizioni: «P.S. E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani». Un messaggio rivolto anche alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che da Venezia aveva detto: «Da qui mandiamo a casa Meloni». La replica della presidente del Consiglio è stata secca: «A posto».

La corsa contro il tempo

Dentro la maggioranza il ragionamento è semplice: se la riforma non passa entro l’estate, rischia di saltare tutto. Per questo Meloni avrebbe spiegato agli alleati, il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, il leader della Lega Matteo Salvini e Maurizio Lupi di Noi Moderati, che serve un’accelerazione immediata. “Subito o mai più”, è la linea emersa nei colloqui di queste ore.

Conta soprattutto la battaglia di luglio. Il voto delle comunali, infatti, spinge la premier all’azzardo politico. La necessità di chiudere prevale su tutto il resto. Ed è quello che gli sherpa del centrodestra e i leader della coalizione stanno discutendo: come approvare la legge a Montecitorio prima della pausa estiva, costi quel che costi.

La tabella è serrata. Oggi è previsto un vertice tecnico della maggioranza per definire gli ultimi dettagli del testo sostitutivo. Restano dubbi sui tempi, anche perché le opposizioni chiederanno nuove audizioni parlamentari. Ma il centrodestra vuole evitare modifiche tramite emendamenti, che aprirebbero spazio all’ostruzionismo delle minoranze.

Il nodo preferenze

Il confronto più delicato resta quello sulle preferenze. Fratelli d’Italia spinge per lasciare bloccati solo i capilista, mentre gli altri candidati dovrebbero cercare il consenso diretto degli elettori. Tajani, però, non ha ancora sciolto le riserve e il tema rischia di spostarsi direttamente in Aula, dove il voto segreto potrebbe creare problemi alla maggioranza.

L’impianto del cosiddetto “Melonellum”, o “Stabilicum” come lo definiscono gli sherpa del centrodestra, è quasi definito: premio di maggioranza al 42%, eliminazione dei ballottaggi residuali e superamento dei collegi uninominali del Rosatellum. Domani il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani dovrebbe chiedere la calendarizzazione della riforma entro fine giugno. Meloni vuole evitare mesi di scontri politici su una riforma elettorale mentre il Paese affronta problemi economici e tensioni con il mondo produttivo. Anche per questo il blitz estivo viene considerato decisivo. Se il Parlamento non riuscirà a chiudere entro luglio, il rischio è restare con il Rosatellum e archiviare il progetto della nuova legge elettorale.

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