domenica 31 Maggio 2026
Sipario Movies

Diffida record da 5 miliardi: IA Media contesta la demolizione del valore di Sipario Movies

Alla luce degli accertamenti del tribunale di Roma, che ha evidenziato la complicità di MB Media e Sport Finance nel deterioramento della società, l’avvocato Santoro ha avviato formalmente l’iter legale

Da Maria Vittoria Ciocci
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IA Media S.A – holding attiva nel settore dell’entertainment e della tecnologia, ma anche azionista di controllo di Tatatu S.p.A. – ha notificato una diffida formale nei confronti di Monika Bacardi, David Peretti, Bruno Capone, MB Media S.A. e Sport Finance S.A. La richiesta di risarcimento danni, secondo le prime stime diffuse dalla società, ammonta a 5 miliardi di euro.

Alla base della decisione di IA Media, assistita dall’avvocato Sergio Santoro, ci sono gli accertamenti del tribunale di Roma su Sipario Movies e le relazioni siglate dall’amministratore giudiziario Paolo Bastia. In particolare, il punto chiave è il decreto datato 8 aprile 2025: secondo i giudici, i soggetti legati a MB Media e Sport Finance avrebbero agito in accordo tra loro con l’obiettivo di danneggiare la società e il suo valore sul mercato.

La holding contesta infatti una serie di danni importanti: il licenziamento dell’intera struttura operativa e la conseguente dispersione del capitale umano e del know-how aziendale, la perdita di oltre 65 milioni di euro di tax credit cinematografici, la compromissione di produzioni audiovisive, library e diritti di proprietà intellettuale, ma anche il deterioramento della reputazione aziendale e della capacità di attrarre investimenti, bloccando opportunità strategiche di cessione e sviluppo.

Iniziative che hanno provocato la progressiva e sistematica demolizione del valore industriale, economico e patrimoniale della Sipario Movies, per un danno di circa 475 milioni di euro.

Le conseguenze sul mercato

L’impatto della vicenda va oltre il nodo della Sipario Movies. IA Media – che, come anticipato, detiene il 96,65% di Tatatu S.p.A., una società che era quotata su Euronext Growth Paris – sostiene che il depauperamento degli asset abbia colpito direttamente l’enterprise value del gruppo e il valore della sua partecipazione sul mercato. Un effetto domino che, infine, si è tradotto in un danno di circa 5 miliardi di euro. Da qui la richiesta di risarcimento record avanzata da IA Media.

La battaglia legale, inoltre, potrebbe presto allargarsi. IA Media ha infatti reso noto che sono in corso approfondimenti per valutare eventuali responsabilità da parte di consulenti, advisor e professionisti. L’ipotesi è che abbiano contribuito – attraverso pareri, relazioni o valutazioni ritenute errate o prive di adeguato supporto tecnico – a fornire una rappresentazione finanziaria volta a legittimare la progressiva demolizione della società.

“Siamo determinati a tutelare gli interessi della società, dei nostri investitori e dei nostri azionisti. Riteniamo che il valore creato nel corso degli anni sia stato gravemente compromesso”, ha scritto IA Media in una nota, “nessuno che abbia contribuito a questa vicenda potrà ritenersi sottratto alle proprie responsabilità”. In mancanza di un riscontro immediato, IA Media ha fatto sapere che procederà nelle sedi opportune con richieste di risarcimento, sequestri conservativi e altre misure cautelari, riservandosi di trasmettere tutti gli atti alle autorità competenti.

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