giovedì 16 Luglio 2026
Sipario Movies

Diffida record da 5 miliardi: IA Media contesta la demolizione del valore di Sipario Movies

Alla luce degli accertamenti del tribunale di Roma, che ha evidenziato la complicità di MB Media e Sport Finance nel deterioramento della società, l’avvocato Santoro ha avviato formalmente l’iter legale

Di Maria Vittoria Ciocci
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IA Media S.A – holding attiva nel settore dell’entertainment e della tecnologia, ma anche azionista di controllo di Tatatu S.p.A. – ha notificato una formale nei confronti di Monika Bacardi, David Peretti, Bruno Capone, MB Media S.A. e S.A. La richiesta di risarcimento danni, secondo le prime stime diffuse dalla società, ammonta a 5 miliardi di euro.

Alla base della decisione di IA Media, assistita dall’avvocato Sergio Santoro, ci sono gli accertamenti del tribunale di Roma su Sipario Movies e le relazioni siglate dall’amministratore giudiziario Paolo Bastia. In particolare, il punto chiave è il decreto datato 8 2025: secondo i , i soggetti legati a MB Media e Sport Finance avrebbero agito in accordo tra loro con l’obiettivo di danneggiare la società e il suo valore sul .

La holding contesta infatti una serie di danni importanti: il licenziamento dell’intera struttura operativa e la conseguente dispersione del capitale umano e del know-how aziendale, la perdita di oltre 65 milioni di euro di tax credit cinematografici, la compromissione di produzioni audiovisive, library e di proprietà intellettuale, ma anche il deterioramento della reputazione aziendale e della capacità di attrarre investimenti, bloccando opportunità strategiche di cessione e sviluppo.

Iniziative che hanno provocato la progressiva e sistematica demolizione del valore industriale, economico e della Sipario Movies, per un danno di circa 475 milioni di euro.

Le conseguenze sul mercato

L’impatto della vicenda va oltre il nodo della Sipario Movies. IA Media – che, come anticipato, detiene il 96,65% di Tatatu S.p.A., una società che era quotata su Euronext Growth Paris – sostiene che il depauperamento degli asset abbia colpito direttamente l’enterprise value del gruppo e il valore della sua partecipazione sul mercato. Un effetto domino che, infine, si è tradotto in un danno di circa 5 miliardi di euro. Da qui la richiesta di risarcimento record avanzata da IA Media.

La battaglia , inoltre, potrebbe presto allargarsi. IA Media ha infatti reso noto che sono in corso approfondimenti per valutare eventuali da parte di consulenti, advisor e professionisti. L’ipotesi è che abbiano contribuito – attraverso pareri, relazioni o valutazioni ritenute errate o prive di adeguato supporto tecnico – a fornire una rappresentazione finanziaria volta a legittimare la progressiva demolizione della società.

“Siamo determinati a tutelare gli interessi della società, dei nostri e dei nostri azionisti. Riteniamo che il valore creato nel corso degli anni sia stato gravemente compromesso”, ha scritto IA Media in una nota, “nessuno che abbia contribuito a questa vicenda potrà ritenersi sottratto alle proprie responsabilità”. In mancanza di un riscontro immediato, IA Media ha fatto sapere che procederà nelle sedi opportune con richieste di risarcimento, sequestri conservativi e altre misure cautelari, riservandosi di trasmettere tutti gli atti alle autorità competenti.

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