lunedì 27 Luglio 2026
campo largo

Campo largo compatto contro l’aumento delle spese militari mentre la destra si spacca

La prima mozione unitaria del centrosinistra in politica estera è stata presentata a Montecitorio. L’esecutivo tergiversa e cambia l’ordine dei lavori parlamentari

Di Maria Vittoria Ciocci
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La prima unitaria del fronte progressista, in tema di politica estera, è stata presentata alla Camera. Il testo, a prima firma del Movimento 5 stelle, chiede di rivedere gli impegni relativi al Patto di stabilità e soprattutto all’irraggiungibile 5% del Pil per la difesa Nato. I pentastellati ottengono il sostegno dei principali partiti di opposizione, Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra.

Il si presenta compatto a , tanto da mettere in difficoltà una destra sempre più divisa. E così la maggioranza sfodera l’escamotage: far slittare il sulla mozione e anticipare quello sulla legge delega in materia di energia nucleare, invertendo all’ultimo minuto l’ordine dei lavori parlamentari.

“Siamo alla dittatura della maggioranza”, afferma – come riporta Repubblica – il deputato dem Federico Fornaro. Lo segue il renziano Roberto Giachetti: “Non c’è una scadenza, non c’è una ragione d’urgenza, non c’è un motivo al mondo per una forzatura del genere”.

E infatti il vero problema per l’esecutivo non è l’ del nucleare, ma il tentativo disperato di non mostrarsi diviso di fronte a un campo largo che, forse per la prima volta, si è presentato coeso. Per quanto l’ala del Pd non abbia accolto con entusiasmo il testo, con una fine revisione della bozza originale si è arrivati a un compromesso. Quello che, al contrario, e Lega faticano a trovare.

Mentre Giorgia Meloni è restìa a fare un passo indietro – forse per non stuzzicare ancora una volta l’alleato Trump –, Matteo Salvini da qualche tempo fa muro, ritenendo che destinare il 5% del Pil alla Nato sia un obiettivo irrealistico. Su questo punta l’opposizione. Nel testo della mozione infatti i pentastellati chiedono una riduzione delle spese per la difesa, ma anche con eurobond sul modello di Next Generation Eu e difesa comune europea. Hanno dovuto rinunciare però al “no” sul RearmEu e l’introduzione della soglia per le spese Nato al 3%.

Per quanto la discussione sul tavolo sia perdurata per mesi, il fronte progressista è riuscito a individuare una linea unitaria. “Abbiamo messo un altro mattone verso la costruzione di un’alternativa all’attuale Governo, evidenziando come sulla politica estera le opposizioni siano più unite della maggioranza”, dichiara ottimista il capogruppo dem in commissione Affari europei Piero De Luca.

Leggi anche: La destra resuscita il nucleare bocciato due volte al Referendum

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