Il sogno di Flavio Cobolli si infrange al quinto set della finale del Roland Garros. Alexander Zverev si impone dopo una battaglia durata oltre quattro ore e conquista a 29 anni il primo titolo Slam della carriera. L’azzurro reagisce a un avvio durissimo, rimonta due volte e trascina il tedesco al parziale decisivo, dove però paga lo sforzo accumulato e deve arrendersi alla maggiore solidità dell’avversario.
Zverev parte forte, Cobolli non cede
La tensione della prima finale Slam pesa subito sul tennis del romano. Zverev entra in campo più sciolto, domina con servizio e rovescio e chiude rapidamente il primo set sul 6-1. Cobolli, però, non si lascia travolgere: aumenta la profondità dei colpi, allunga gli scambi e nel secondo parziale trova il break che gli permette di pareggiare i conti vincendo sei giochi a quattro.
Il tedesco riprende il controllo nel terzo set, sfruttando meglio le poche occasioni concesse dall’italiano. Il 6-4 sembra indirizzare definitivamente la finale, ma Cobolli resta aggrappato alla partita e continua a giocare senza paura contro un avversario più esperto e abituato ai grandi palcoscenici.
La rimonta e il crollo nel quinto
Nel quarto set Zverev mostra stanchezza e qualche problema fisico, mentre Cobolli trova nuove energie. Il romano recupera terreno, resiste nei momenti più delicati e, dopo aver sprecato la chance di chiudere al decimo gioco, conquista il set al tie-break e porta la finale al quinto con un colpo lungo linea che accende il Philippe-Chatrier.
Nel set decisivo, però, l’equilibrio si spezza subito. Zverev ritrova precisione al servizio e profondità nei colpi, mentre Cobolli appare svuotato dalla lunga rincorsa. Il tedesco prende rapidamente il largo e non concede all’azzurro la possibilità di riaprire ancora una volta la sfida: finisce 6-1.
Il titolo che mancava
Per Zverev il successo chiude una delle attese più lunghe del tennis contemporaneo. Stabilmente ai vertici da quasi un decennio, il tedesco aveva già conquistato l’oro olimpico a Tokyo, due ATP Finals e sette Masters 1000, oltre a raggiungere il numero due del mondo. Gli era però sempre mancato il trionfo in uno Slam. Le sconfitte nelle finali degli US Open 2020, del Roland Garros 2024 e degli Australian Open 2025 avevano alimentato l’immagine di un campione incompleto: sempre competitivo, capace di battere chiunque, ma mai davvero dominante e spesso fragile nei momenti decisivi. La quarta occasione è stata quella buona.
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