Le forze dell’ordine italiane potranno presto sfruttare a loro vantaggio i sistemi di Intelligenza artificiale sia in fase di prevenzione dei reati che a seguito di un illecito commesso, al fine di individuarne i responsabili. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel suo intervento alla conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri in cui è stata approvata una normativa organica in materia di IA.
Un testo che in contemporanea cerca di dettare regole ferree per l’uso di queste tecnologie in costante evoluzione e punire coloro che mettono in pericolo la sicurezza dello Stato e delle persone con un uso distorto di questi sistemi. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha infatti annunciato una nuova fattispecie di reato che riguarderà proprio queste trasgressioni.
Piantedosi ha chiarito che questi nuovi metodi di indagine non si tramuteranno in un “Grande Fratello”, ma saranno regolamentati in ogni loro parte: “Non ci sarà alcun sistema di sorveglianza di massa e ogni utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per la sicurezza dovrà essere sottoposto a revisione e sorveglianza umana qualificata”.
Cosa prevede il nuovo decreto IA
Come spiegato dal ministro, il decreto permette di procedere all’identificazione dei dati biometrici delle persone, ma solo in occasioni eccezionali, di pericolo, minacce gravi o specifiche. Alcuni casi specifici potrebbero essere la necessità di individuare in tempi brevi possibili attentatori pronti ad agire sul territorio oppure la ricerca di latitanti, persone scomparse o presunti autori di reati di tratta, sequestro o sfruttamento sessuale. In ogni caso, ogni utilizzo sarà regolato dall’autorizzazione dell’autorità giudiziaria che dovrà vagliare la richiesta del questore. Le forze dell’ordine non potranno quindi decidere in autonomia quando utilizzare questi strumenti.
Inoltre sono previsti dei meccanismi di valutazione di impatto sui diritti fondamentali prima dell’uso e di meccanismi di notifica dei criteri di utilizzo al Garante della Privacy. Piantedosi ha chiarito che “sarà vietato prendere decisioni su un possibile sospettato o su un ricercato basandosi esclusivamente sul risultato del riconoscimento facciale, così come sarà vietata qualunque forma di identificazione biometrica generalizzata e non mirata o che non sia collegata a un procedimento penale”.
L’IA anche nelle scuole
Il Consiglio dei ministri ha anche deliberato sull’entrata dell’Intelligenza artificiale nel mondo della scuola. Dalle elementari al liceo sarà possibile guidare gli studenti ad un utilizzo corretto di questi strumenti. Lo ha confermato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel corso della conferenza stampa. Anche gli insegnanti saranno formati sul tema, così che possano istruire i ragazzi sui come prevenire ed evitare i pericoli che si insidiano nell’Intelligenza artificiale.
Il governo Meloni cerca la stretta sulla Sicurezza
La normativa rappresenta l’ennesima stretta in materia di sicurezza varata dal governo Meloni. A un anno dalle elezioni politiche l’esecutivo tenta di rimediare ai propri fallimenti, in particolare su una materia che in fase di campagna elettorale era stata presentata come uno dei punti cardine del proprio progetto politico.
Giorgia Meloni e il suo governo, però, non sono riusciti a rendere l’Italia un Paese più sicuro per i suoi cittadini. Le fattispecie di reato sono aumentate e le pene sono state inasprite, ma il risultato sono solo carceri più affollate. Un dettaglio che non è sfuggito all’opposizione. “Le nuove norme del governo su IA e Sicurezza sembrano Majority Report: uno Stato di Polizia distopico”, ha spiegato il senatore del Pd, Filippo Sensi.
Leggi anche: Salvini alla resa dei conti con i leghisti del Nord: dal nodo Vannacci all’inchiesta sul Ponte sullo Stretto
Seguite La Sintesi sui nostri social!





