Il Governo Meloni torna da quattro anni sul Superbonus. Le principali criticità sottolineate dalla maggioranza si traducono nel suo peso economico e nelle presunte frodi causate da una misura, a detta dell’esecutivo, scritta male. Da questo dipenderebbe, inoltre, l’impossibilità per l’Italia di liberarsi dalla procedura UE sul deficit eccessivo. Tuttavia, che tali problematiche siano vere o meno, conta poco. Quel che è significativo, è che coloro che oggi attribuiscono al Superbonus la colpa delle difficoltà economiche del Paese, sono gli stessi che lo avevano approvato.
Il senatore pentastellato Luca Pirondini, ospite di “Porta a Porta”, risponde a Giovanni Donzelli (FdI): “Donzelli non solo era favorevole al Superbonus, ma diceva che poche persone avevano accesso al Superbonus. Il Superbonus è una ‘Superscusa’”, la sentenza. “Ho qui la dichiarazione di Donzelli, dell’11 novembre 2021, nella quale disse: ‘Fratelli d’Italia è favorevole al mantenimento del Superbonus, ma è un provvedimento che va migliorato. Come vanno migliorate le procedure per accedervi. Tetti, limiti e cavilli scoraggiano le persone, rendendo la misura accessibile solo a una minoranza di tecnici e caparbi’. State smentendo voi stessi”, Pirondini legge le parole di Donzelli, pronunciate durante un’intervista rilasciata ad “Agorà”.
A quel punto, il deputato in quota Fratelli d’Italia ammette: “Eravamo favorevoli”. La posizione del centrodestra sulla misura varata dal Governo Conte è cambiata. Ma bisogna sottolineare un altro dato importante: il provvedimento è stato gestito dai pentastellati per la durata di un solo anno, dopodiché l’iniziativa è stata rinnovata dal Governo Draghi (2021-2022).
Il ridimensionamento graduale è iniziato con il Governo Meloni, che però non l’ha interrotto del tutto, ma ha ridotto l’aliquota massima dal 110% al 90% per l’anno 2023, confermando il 110% solo per i condomini che avevano già deliberato i lavori e presentato la CILA-S entro la fine del 2022. Il vero blocco al Superbonus è arrivato solo nel febbraio 2023, quando il governo ha vietato totalmente la cessione del credito e lo sconto in fattura per tutti i nuovi interventi.
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