giovedì 13 Agosto 2026
Donzelli e Pirondini

Donzelli (FdI) torna sul Superbonus. Pirondini (M5s) lo incalza: “Nel 2021 voleva che più persone avessero accesso alla misura”

Negli studi di Porta a Porta il senatore pentastellato legge le affermazioni pronunciate dal deputato di FdI: “Aveva detto che servivano solo delle migliorie”

Di Maria Vittoria Ciocci
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Il Governo torna da quattro anni sul . Le principali criticità sottolineate dalla maggioranza si traducono nel suo peso economico e nelle presunte frodi causate da una misura, a detta dell’, scritta male. Da questo dipenderebbe, inoltre, l’impossibilità per l’Italia di liberarsi dalla procedura UE sul deficit eccessivo. Tuttavia, che tali problematiche siano vere o meno, conta poco. Quel che è significativo, è che coloro che oggi attribuiscono al Superbonus la colpa delle difficoltà economiche del Paese, sono gli stessi che lo avevano approvato.

Il senatore pentastellato Luca Pirondini, ospite di “Porta a Porta”, risponde a Donzelli (): “Donzelli non solo era favorevole al Superbonus, ma diceva che poche persone avevano accesso al Superbonus. Il Superbonus è una ‘Superscusa’”, la sentenza. “Ho qui la dichiarazione di Donzelli, dell’11 novembre , nella quale disse: ‘ è favorevole al mantenimento del Superbonus, ma è un provvedimento che va migliorato. Come vanno migliorate le procedure per accedervi. Tetti, limiti e cavilli scoraggiano le persone, rendendo la misura accessibile solo a una minoranza di tecnici e caparbi’. State smentendo voi stessi”, Pirondini legge le di Donzelli, pronunciate durante un’intervista rilasciata ad “Agorà”.

A quel punto, il deputato in quota Fratelli d’Italia ammette: “Eravamo favorevoli”. La posizione del centrodestra sulla misura varata dal Governo Conte è cambiata. Ma bisogna sottolineare un altro dato importante: il provvedimento è stato gestito dai pentastellati per la durata di un solo anno, dopodiché l’iniziativa è stata rinnovata dal Governo Draghi (2021-2022).

Il ridimensionamento graduale è iniziato con il , che però non l’ha interrotto del tutto, ma ha ridotto l’aliquota massima dal 110% al 90% per l’anno 2023, confermando il 110% solo per i condomini che avevano già deliberato i lavori e presentato la CILA-S entro la fine del 2022. Il vero blocco al Superbonus è arrivato solo nel febbraio 2023, quando il governo ha vietato totalmente la cessione del e lo sconto in fattura per tutti i nuovi interventi.

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