giovedì 16 Luglio 2026
Emmanuel Macron e Pedro Sanchez

Macron e Sanchez bocciano il modello Albania di Meloni al Consiglio Ue

La premier tira dritto sulla necessità di costruire hub in Paesi terzi per gestire l'immigrazione irregolare. Francia e Spagna restano scettiche sulla possibilità. Macron: "Mai visto un centro in un Paese terzo che funzioni"

Di Redazione
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Spagna, Germania e hanno bocciato il “modello Albania” di Giorgia Meloni per la gestione dei flussi migratori. Il Consiglio europeo per la Presidente del Consiglio si è mostrato pieno di insidie. Prima lo scontro con il presidente Usa, Donald Trump, poi l’isolamento da parte dei tre principali alleati sul tema dell’immigrazione irregolare.

La battaglia della leader di FdI per la realizzazione di in per la gestione dei non ha convinto i leader dei tre Paesi Ue. Il primo ministro spagnolo, , ha chiarito che l’unica strada da intraprendere è quella delle politiche di regolarizzazione dei migranti, ritenute positive per l’economia del Paese di approdo e per la convivenza tra i cittadini. Il leader di Madrid ha ricordato che in Spagna gli arrivi irregolari sono calati del 27%, specificando quindi che il dossier è di pura “competenza nazionale”.

Merz e Macron sempre più distanti dal modello Albania

Duro anche il presidente francese, Emmanuel Macron, che ha sottolineato: “Non ho mai viso un di rimpatrio in un Paese terzo che funzioni davvero”. Il cancelliere tedesco, , si è limitato a non sostenere la lettera congiunta di 19 Paesi Ue per rilanciare il “modello Albania”. Meloni era invece al summit europeo con l’obiettivo di chiedere un’accelerazione sui progetti concreti permessi dalle nuove regole europee su migrazione e asilo approvate dalla Commissione Ue. Si tratta della strada da intraprendere per lanciare definitivamente il modello Albania, finora rivelatosi più che fallimentare.

La linea dura di Meloni sui migranti

La Presidente del Consiglio è convinta di non voler rinunciare a questa iniziativa e vede nelle nuove normative europee il via libera alla messa in funzione dei due centri di Shengjin e Gjader. Gli stessi centri che giacciono al momento semi-inutilizzati e con costi esorbitanti per il Paese.

Meloni continua a rivendicare la linea dura dei rimpatri e del controllo degli sbarchi. Una scelta sostenuta anche da diversi Paesi europei, come Austria, Belgio, Bulgaria, Grecia, , Slovenia, Svezia e Ungheria, ovvero le Nazioni che più di tutte vivono i fenomeni migratori. Questi Stati membri hanno sottolineato la preoccupazione per le conseguenze migratorie provocate dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e hanno esortato l’Ue a presentare una proposta unitaria ed efficace.

Il nodo del dossier immigrazione

L’accesa discussione in Ue sul tema dei migranti sottolinea l’esistenza di un dossier che non può più essere ignorato. Di fronte al fallimento del governo Meloni, incapace di “fermare gli approdi” e di individuare una soluzione realmente efficiente al problema, il centrosinistra fatica ancora a individuare una posizione che convinca i cittadini. Finché il tema dell’immigrazione sarà lasciato agli slogan del centrodestra, il rischio è che la questione non sia risolta, anche a danno della sicurezza del Paese.

Leggi anche: Il nuovo regolamento Ue sui rimpatri non risolve il nodo dell’immigrazione

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