In Italia l’accoglienza diffusa dei migranti, che garantisce percorsi idonei ai bisogni dei nuclei familiari, è una realtà non ancora del tutto sviluppata. Lo ricorda Save The Children nel rapporto “Nascosti in piena vista”, dove viene denunciato come nel solo 2025 siano arrivati in Italia circa 2mila minori accompagnati dai loro parenti. Questi sono stati accolti principalmente dai Centri di Accoglienza Straordinari (Cas) che, come dice il nome, dovrebbero servire solo da prima collocazione in vista di soluzioni permanenti e adeguate.
Il sistema, invece, sembra fermarsi qui. Interi nuclei familiari vengono spostati di centro in centro, senza mai trovare una sistemazione che garantisca ai minori le certezze e le sicurezze di cui hanno bisogno. A pesare sono la lentezza amministrativa e i ritardi burocratici del nostro Paese.
La ricerca di Save The Children
La ricerca è stata condotta dall’associazione in territori di frontiera e transito come Oulx, Ventimiglia, Trieste, Agrigento, Milano, Roma e Torino, da giugno 2025 ad aprile 2026. In questo modo è stato possibile mappare fasi, tipologia di accoglienza e aree critiche dei percorsi affrontati da queste famiglie. Inoltre, Save The Children ha condotto interviste a 48 famiglie e 20 stakeholder.
I racconti dei minori nei Cas
Proprio dai racconti di chi vive sulla sua pelle questo sistema sono emersi i dati più drammatici. “Io in questi cinque anni ho cambiato la scuola più di tre volte. Vorrei rimanere nello stesso posto perché ogni volta devo cambiare la scuola e cambiare gli amici. Adesso da quattro mesi sono in una nuova scuola e non ho amici. Ogni mattina non voglio andare”, è la testimonianza di un bambino di 8 anni che vive in uno di questi centri. I più giovani raccontano anche di vedere il Cas come un ambiente dispersivo e a tratti pericoloso, a causa della presenza di adulti sconosciuti. Non è possibile infatti trascurare il tema delle molestie, purtroppo presenti in queste situazioni.
Serve un’indagine parlamentare conoscitiva
La richiesta di Save The Children, quindi, è quella di avviare il prima possibile una raccolta sistematica e continuativa dei dati disaggregati e accessibili. In questo modo sarà possibile avviare un’indagine parlamentare conoscitiva con l’obiettivo di colmare anni di carenza informativa. Allo stesso tempo, l’auspicio dell’associazione è che dall’Ue arrivi il testo definitivo della legge di conversione per il Patto Europeo, così che vengano introdotte garanzie effettive per i bambini e gli adolescenti.
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