martedì 28 Luglio 2026
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FdI perde 1,2 milioni di euro dai tesseramenti: il calo nei conti segue il crollo nei sondaggi

Il calo è stato registrato nel biennio dal 2023 al 2025. La contrazione viaggia in parallelo con il calo dei sondaggi. Il bilancio si salva solo grazie ai fondi pubblici del 2 per mille

Di Laura Laurenzi
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FdI, il partito della Presidente del Consiglio, ha perso un milione e duecentomila euro di risorse economiche provenienti dal tesseramento dei iscritti. Lo certifica Domani, che ha analizzato i bilanci pubblicati dalla forza politica, mettendo in luce una situazione economica piuttosto particolare e un possibile indice di una delusione degli elettori nei confronti delle di Meloni. Questo calo si accompagna a quello dei consensi: come rilevato dal sondaggio YouTrend per Agi, il partito è al 27%, il minimo storico dalla sua vittoria alle elezioni.

I fondi dei tesseramenti di FdI crollati del 42%

Il dato più chiaro riguarda il crollo dei proventi dei tesseramenti tra il 2023, anno d’ per FdI, e il 2025. Dai 2.878.908 euro si è arrivati a 1.660.358 euro in un solo biennio, con un crollo del 42,3%. A destare interesse è il fatto che il partito in questo stesso ha comunicato un aumento degli iscritti da 230mila a 254mila. Di conseguenza, il bilancio sarebbe dovuto crescere.

La testata ha contattato l’ufficio del partito, che ha confermato i e spiegato che la discrepanza è legata al fatto che nel 2023 gli iscritti avrebbero chiesto di versare quote maggiori rispetto a quelle preventivate. Il crollo dei proventi, comunque, rimane. FdI ha potuto chiudere il bilancio del 2025 in positivo solo grazie ai fondi garantiti dal 2 per mille, il finanziamento pubblico ai partiti, da cui ha ottenuto 6,5 milioni di euro. Grazie a questa cifra è riuscito anche a sanare il disavanzo di 700mila euro registrato nel 2024 a della campagna elettorale per le elezioni europee. L’ultimo rendiconto del partito, quindi, registra un avanzo di 1,1 milioni di euro.

I motivi del crollo

A preoccupare, però, è il calo dei fondi dai tesseramenti. Perché nel 2023 gli iscritti hanno voluto versare quote maggiori e negli anni successivi no? L’accusa sembrerebbe ricadere sull’azione dei responsabili del partito, e il deputato . Eppure, a far riflettere è anche il fatto che il calo corrisponde agli anni di governo della Presidente del Consiglio, che in questi quattro anni ha disatteso più di qualche promessa.

Dalle mancate riforme del premierato e dell’autonomia differenziata, passando alla difficoltà di gestione della stretta sulla sicurezza tanto propagandata in campagna elettorale, fino al fallimento delle politiche anti-migratorie, il Governo Meloni fatica a dare spiegazioni al suo elettorato. Sui social prosegue la campagna di informazione sui piccoli successi del Governo, ma sembra che anche i più vicini al partito inizino a mostrare un certo scetticismo nei confronti dell’azione della Presidente del Consiglio. Un’incertezza che pesa sui bilanci ma anche sui consensi e che potrebbe mettere in difficoltà Meloni alle urne.

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