«Diciamolo senza giri di parole: le feste della Lega ormai non sono più eventi politici, sono esperimenti di spopolamento controllato». La fotografia di Mirko Giaffreda, ex leghista oggi vicino a Patto per il Nord, arriva dopo una serata che ha lasciato pochi dubbi sullo stato di salute della storica festa di Pontida. Un appuntamento che per anni ha rappresentato il cuore pulsante del partito e che oggi fatica a ritrovare il rapporto con quella base popolare che ne aveva decretato il successo.
Il segnale più evidente è arrivato giovedì sera, quando gli organizzatori hanno annunciato con una certa amarezza: «Stasera niente tombola, c‘è troppa poca gente…». Una frase semplice, ma sufficiente a raccontare il clima della manifestazione. Sul posto c’erano il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, assessori regionali e consiglieri, ma il popolo leghista non è arrivato. La festa quest’anno si svolge a Cisano Bergamasco, a pochi chilometri dal tradizionale pratone di Pontida, dopo le difficoltà legate alle autorizzazioni. La macchina organizzativa, però, è rimasta in piedi.
Anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha evidenziato la differenza rispetto al passato. Davanti a una platea ridotta, non ha nascosto il disappunto: «Se fossi stato a una Pontida degli anni scorsi, avrei avuto davanti dieci volte le persone che sono presenti. Se c’è una serata per Bossi e Maroni e qualcuno è stato a casa, per me è un traditore degli ideali della Lega Nord e della Lega Salvini Premier».
Un richiamo alla vecchia identità del partito che, però, sembra non esistere più. La festa ha provato a puntare sulla nostalgia. Proiettando il discorso di Umberto Bossi a Venezia del 1996 sulla nascita della Padania, mentre bandiere e manifesti richiamavano lo slogan «Prima il Nord». Ieri invece è toccato a Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio è arrivato insieme a una delegazione di parlamentari, dirigenti e collaboratori, molti dei quali giunti da Milano. L’appuntamento era fissato per le 19.30, ma il comizio è iniziato un’ora e mezza più tardi.
Sotto il tendone, però, sono rimaste diverse sedie vuote. Salvini ha provato a stemperare il clima scherzando sulla cena: «Questa sera ho ordinato le lumache, mai avrei pensato di mangiarle qui». Il richiamo ai risultati ottenuti dalla Lega al Governo, con cinque ministri tutti lombardi, non sembra più sufficiente a ricucire lo strappo con una parte della vecchia base. Il prossimo appuntamento sarà il raduno di Pontida del 20 settembre, annunciato ancora una volta come un evento destinato a «segnare una pagina di storia». Non tutte le pagine della storia, però, narrano di vittorie e successi.
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