Si apre alle 10 a Bruxelles un Consiglio europeo che si prevede lungo e complesso. I leader dei 27 sono chiamati a confrontarsi su un’agenda fittissima, dalla guerra in Ucraina e Medio Oriente alla crisi energetica, fino a competitività, migrazioni e bilancio Ue.
Doveva essere il summit del rilancio economico europeo, ma l’emergenza internazionale ha ribaltato le priorità. Alla vigilia, Giorgia Meloni ha incontrato il cancelliere tedesco Friedrich Merz dopo il bilaterale tra questi e il presidente francese Emmanuel Macron.
Energia e Green Deal
Il nodo più delicato resta quello dell’energia. Il nuovo shock dei prezzi riaccende le divisioni tra gli Stati membri, con alcuni Paesi che chiedono una revisione del sistema ETS e altri che lo difendono come pilastro della transizione. La Commissione prepara misure per contenere i costi, ma il confronto tra i 27 rischia di trasformarsi in uno scontro politico sul Green Deal.
Difficile aspettarsi decisioni concrete: le conclusioni del vertice, secondo fonti europee, potrebbero risultare piuttosto fumose.
Ucraina e Medio Oriente
Sul piano geopolitico, il dossier Ucraina resta bloccato dal veto ungherese sul prestito da 90 miliardi.
Al centro della tensione c’è l’oleodotto Druzhba: nei giorni scorsi sono stati fatti notevoli passi avanti, con l’Ucraina che ha accettato gli aiuti europei volti al ripristino del flusso di petrolio russo verso Budapest e Bratislava. Prima di accordare il prestito, Orbán e Fico pretendono però garanzie.
Inevitabilmente si discuterà anche della guerra in Medio Oriente, anche da un punto di vista non strettamente correlato all’emergenza energetica. L’Ue evita per ora qualsiasi ipotesi di intervento militare, ma il riarmo sta già causando frizioni tra Stati membri; nell’incontro di ieri tra Merz e Macron si è parlato anche di questo.
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