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domenica 19 Aprile, 2026
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Jorgensen foto Ansa

Energia, Jorgensen: Ue pronta a escalation per crisi Iran

Il commissario europeo all’Energia avverte sui rischi del conflitto in Medio Oriente: nessun pericolo per le scorte, ma i prezzi mondiali colpiranno gli Stati membri e sono necessari nuovi piani d'emergenza.

Da Silvia Forconi
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L’Unione Europea alza la guardia di fronte all’aggravarsi del conflitto in Iran. Al suo arrivo al Consiglio Energia, il commissario Dan Jorgensen ha espresso la necessità di monitorare e, soprattutto, prepararsi a una possibile escalation. Secondo Jorgensen, la Commissione è pronta ad adottare misure a breve termine per sostenere gli Stati membri qualora la situazione dovesse precipitare ulteriormente. Il focus non è sulla mancanza di risorse, ma sulla sostenibilità economica del sistema europeo in un contesto di forte instabilità geopolitica che minaccia di destabilizzare i mercati occidentali a causa della crisi nel Golfo.

Soluzioni contro il caro prezzi

“Non abbiamo un problema di sicurezza delle forniture, ma un problema di prezzo”,ha chiarito il Commissario, sottolineando che l’Ue non dipende in modo marcato dall’approvvigionamento di gas o petrolio iraniano. Inevitabile, però, che  l’impennata delle quotazioni sul mercato mondiale colpisca l’Europa e per questo la Commissione presenterà nuovi piani utili a risolvere i colli di bottiglia infrastrutturali. Tra le soluzioni prioritarie figura il potenziamento delle interconnessioni tra i Paesi membri, una misura ritenuta efficace per abbassare i costi.

La linea d’azione generale gode di un ampio consenso tra i ministri, nonostante le preoccupazioni dei singoli governi nazionali. Jorgensen ha ammesso che l’Europa deve accelerare sull’attuazione di strategie già note per ridurre la volatilità dei prezzi. Il dibattito al Consiglio Energia servirà a definire nel dettaglio il contenuto dei nuovi piani d’emergenza, ascoltando le istanze dei territori più vulnerabili ai rincari. L’obiettivo finale resta quello di blindare l’economia europea contro le ripercussioni di una crisi che dal Medio Oriente rischia di colpire le tasche di cittadini e imprese europee.

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