Assediata dall’ascesa di Futuro Nazionale, che a meno di sei mesi dal voto è attestato al 6,5% nei sondaggi, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, libera il campo dai temi meno pressanti e concentra la sua strategia politica sulla sicurezza, la lotta all’immigrazione e il taglio delle tasse. Temi populisti e sovranisti necessari a dimostrare che FdI non ha perso la sua verve originaria. Così il caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, diventa lo strumento più concreto per convincere gli elettori che il partito di Roberto Vannacci non è l’unica scelta possibile.
La stretta di Meloni sulla sicurezza
Meloni sfrutta i suoi canali social per far arrivare il messaggio. Non nomina mai il gioielliere, ma il riferimento è chiaro: “Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere risarcimento, né possono farlo i suoi familiari”. La leader di FdI ha quindi ricordato che il nuovo ddl sicurezza conterrà questa norma. Un giro di vite non trascurabile, che comunque contraddice quanto deciso in passato dal suo vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
Era stato proprio lui, lo stesso che ora invoca la grazia per Roggero e critica una pena troppo aspra per un uomo che ha provato a difendere i suoi cari, ad accettare un compromesso al ribasso sulla legittima difesa mentre era al governo insieme al M5S. Meloni ora vuole maggiori tutele per i cittadini e lo dimostra anche con un ulteriore post sui social. Un’immagine in cui è immortalata mentre stringe la mano agli agenti impiegati nelle operazioni di controllo e sicurezza a Roma e Milano. “Il messaggio è chiaro: tolleranza zero. Lo Stato non si volta dall’altra parte e copre le spalle di chi garantisce la sicurezza, ogni giorno”.
Il nodo della grazia a Roggero
La campagna elettorale è iniziata e Meloni non ha intenzione di rinunciare a un secondo mandato. A creare qualche frizione e potenzialmente dei dubbi negli elettori è lo scontro con il Quirinale sulla concessione della grazia al gioielliere. Il balzo in avanti del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che prima ha annunciato l’avvio dell’iter per la grazia, e poi, dopo il richiamo del Colle, ha ammesso che non era partito, rischia di generare qualche scetticismo. Il Presidente della Repubblica è stato fin troppo chiaro: la concessione spetta solo alla sua figura.
FdI cala nei sondaggi, FN cresce
L’opposizione ha già criticato Meloni e l’esecutivo, accusandoli di voler delegittimare il Capo dello Stato e soprattutto di stare inseguendo ancora una volta Vannacci, il quale sarebbe il reale fautore dell’agenda di governo. A spingere la Presidente del Consiglio a guardare con una certa attenzione il generale, però, sono proprio i sondaggi. Se Futuro Nazionale continua a crescere, FdI è attestata dalla rilevazione YouTrend per Agi al 27%, ovvero la percentuale più bassa dall’inizio della legislatura. Il timore, quindi, è che sia stato proprio Vannacci ad attirare parte degli elettori del partito della fiamma.
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