Il ddl Caccia rallenta la sua corsa verso il via libera definitivo. Dopo lo sprint voluto dalla maggioranza per ottenere l’ok prima dell’inizio della prossima stagione venatoria previsto per settembre, a frenare sono i deputati di Forza Italia più vicini alla famiglia Berlusconi. Una legge che aumenta le zone in cui praticare la caccia, che dà più libertà di azione ai cacciatori e che potrebbe violare le direttive europee non si concilierebbe con il pensiero del fondatore del partito, Silvio Berlusconi.
Il fondatore “animalista”
Indimenticabili le immagini del Cavaliere che nutre gli agnellini nella primavera del 2017. Una campagna contro il macello di questi cuccioli in vista della Pasqua, sostenuta in primis da Michela Brambilla, oggi membro di Noi Moderati e tra i primi contestatori del ddl. A pesare, poi, è lo scetticismo del Quirinale e della Commissione Ue. Entrambi hanno già chiarito di voler analizzare il testo a seguito del via libera a causa delle possibili violazioni delle direttive Habitat e Uccelli che regolano l’attività venatoria.
Il ddl Caccia spacca FI
Per Forza Italia al Senato si erano già espressi contro il ddl Mario Occhiuto e Michaela Biancofiore. Sin dalla presentazione del testo, Rita Dalla Chiesa ha chiarito la necessità di modifiche sostanziali per evitare che le eccessive libertà possano arrecare danno alla fauna italiana. L’ex conduttrice di Mediaset, tra i membri di FI più vicini ai Berlusconi, ha anche firmato un appello trasversale per fermare il testo. Di opinione diversa sono i forzisti più fedeli al Segretario, Antonio Tajani, che continuano a ripetere come la legge sia stata chiesta da organizzazioni come Coldiretti. Il timore di queste organizzazioni è che la fauna selvatica produca danni sempre maggiori alle coltivazioni.
Il dietrofront della maggioranza
La maggioranza, quindi, rischia di spaccarsi sotto il peso di questo ddl. Il centrodestra ha cercato di risolvere la crisi annunciando che l’ok al provvedimento potrebbe slittare addirittura a ottobre. L’obiettivo sembra quello di distogliere l’attenzione dall’ennesima riforma non attuata dal governo. Un passaggio che non è sfuggito all’opposizione.
Sironi (M5S): “Siamo oltre il ridicolo”
“Siamo oltre il ridicolo. Qui non siamo di fronte a un partito politico. Siamo di fronte a una formazione senza linea”, ha criticato la senatrice del M5S, Elena Sironi, ponendo l’accento sull’assurdità della questione. “Se Forza Italia volesse ripensarci, come sembra trapelare, non è troppo tardi per dare un contributo di civiltà”, ha aggiunto Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera.
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