lunedì 10 Agosto 2026
Aggressione a Milano. Foto Ansa

«Ho pensato di morire». Parla la donna sfregiata a Milano

La vittima era seduta su una panchina con un’amica, in attesa del treno. L'aggressore era stato arrestato la notte prima per furto e danneggiamento di alcune auto in sosta, per lui era stato disposto il divieto di dimora

Di Redazione
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«Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare». Lo ha raccontato nella denuncia la giovane aggredita e sfregiata ieri pomeriggio alla fermata Duomo della metropolitana di Milano. L’uomo arrestato è Mohamed Saidi, 27 anni, algerino, irregolare in e senza fissa dimora.

L’aggressione sulla banchina

La ragazza, una 22enne originaria del Marocco, era seduta su una panchina con un’amica, in attesa del treno verso Comasina. Secondo il suo racconto, Saidi si sarebbe avvicinato all’improvviso rivolgendosi a lei in arabo: «Che cazzo guardi?».
La giovane gli avrebbe risposto che stava guardando l’amica, non lui. Una spiegazione che non lo avrebbe calmato. L’uomo avrebbe iniziato a insultarla, poi le avrebbe sputato due volte in faccia e l’avrebbe spinta con forza. Quando la ragazza ha provato a difendersi e a chiamare il 112, Saidi l’avrebbe colpita prima con un pugno al labbro e poi con un coltello alla guancia, tra il naso e l’occhio.

«Sono uomo e sono musulmano»

Secondo alcuni testimoni, prima dell’aggressione il 27enne avrebbe urlato: «Che cos’hai da guardare? Sono uomo e sono musulmano». Soccorsa dai passeggeri presenti in banchina, è stata portata al Policlinico in codice giallo e poi dimessa con una prognosi di dieci giorni.
La ferita, secondo gli accertamenti, potrebbe lasciare un segno permanente. Il coltello non è trovato: gli investigatori ritengono che Saidi possa averlo gettato durante la fuga.

Scarcerato poche ore prima

Saidi era stato arrestato la notte prima dell’aggressione per furto e danneggiamento di alcune in sosta. Portato davanti al con rito direttissimo, per lui era stato disposto il divieto di dimora nel di Milano. Poche ore dopo, però, era nella stazione Duomo, in violazione della misura appena ricevuta.
Dopo il fendente, Saidi ha tentato di scappare tra la folla. Gli amici della vittima hanno provato a fermarlo, poi gli della Polizia locale di Milano lo hanno intercettato in superficie, in via Torino, all’altezza di via Falcone.

La chiede il carcere

La pm Simona Ferraiuolo ha chiesto la convalida dell’ e la custodia cautelare in carcere, indicando il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Saidi è accusato di a pubblico ufficiale, lesioni e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, reato punito con la reclusione da 8 a 14 anni.
Al momento non risultano contestate aggravanti legate all’odio contro una o alla discriminazione religiosa o razziale. Di Saidi, incensurato, risulta solo una richiesta di asilo politico presentata in Germania nel 2022.

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