Bruxelles ha diffuso il documento che contiene le raccomandazioni del Semestre europeo. Aggiunge così un altro dato negativo al bilancio dell’Italia guidata dalla premier Giorgia Meloni. “La povertà assoluta ha raggiunto negli ultimi anni livelli storicamente elevati, interessando l’8,4% delle famiglie nel 2024″.
A pagare il prezzo più alto sono le fasce più vulnerabili della popolazione. Il dato drammatico riguarda infatti l’infanzia, con il 13,8% dei bambini intrappolato in una condizione che rasenta la miseria. Inoltre, stanno aumentando le disparità tra le Regioni: il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale nelle Isole è circa quattro volte più elevato rispetto al Nord-Est.
L’attenzione della Commissione converge anche sulle carenze in materia di protezione sociale e le frequenti difficoltà nell’erogazione dei servizi essenziali. Secondo Bruxelles, i trasferimenti sociali – ossia le misure di sostegno economico oppure i servizi erogati dallo Stato –, escluse le pensioni, riducono meno la povertà rispetto alla media Ue, con un effetto che si è ulteriormente indebolito nel 2025. Vengono segnalate ambiguità anche sulla riforma del reddito minimo: secondo il documento la fascia dei beneficiari dell’Assegno unico è troppo ristretta.
Se da un lato l’Europa giudica “nella giusta direzione” gli sforzi recenti a sostegno delle famiglie, dall’altro l’invito a fare di più è chiaro. All’Italia viene chiesto di predisporre delle misure contro la povertà minorile e di risolvere l’emergenza dei senzatetto, definita “persistente e grave”.
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