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sabato 18 Aprile, 2026
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Leader alla festa per il No

La vittoria del No al Referendum e l’ultimatum di cinque giorni all’Iran. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 24 marzo

In sintesi le principali notizie dall'Italia e dall'estero

Da Redazione
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Gli italiani bocciano la Riforma della Giustizia

Vince il No al Referendum sulla Riforma della Giustizia, con oltre il 53% e un’affluenza del 58,9%. “L’Italia s’è desta”. Così apre Il Fatto Quotidiano questa mattina, con il direttore Marco Travaglio che scrive: “In attesa che i pm e i giudici rimasti uniti comincino a liberare stupratori, pedofili, spacciatori, abigeatari e a strappare bambini all’affetto dei loro cari, possiamo sommessamente affermare che in Italia c’è e resiste una maggioranza silenziosa costituzionale”. E non è da meno Repubblica: un No che occupa quasi tutta la prima pagina, seguito dalla precisazione “in 14 milioni bocciano Meloni e Nordio”. Più diplomatico il Corriere della Sera, che si limita a dare la notizia, sottolineando “l’onda del No”. Mentre Libero è ufficialmente in lutto e titola: “L’ingiustizia è uguale per tutti”.

I giovani salvano la Costituzione e festeggiano in Piazza Barberini

Largo spazio sui quotidiani di oggi ai giovani italiani. Il 61% tra i 18 e i 34 anni ha bocciato la riforma Nordio. Nando Pagnoncelli però ricorda, tra le pagine del Corriere della Sera, che il più alto livello di astensionismo si è registrato tra i 29 e i 44 anni: “Un fenomeno indubbiamente preoccupante: i giovani che entrano nel mondo del lavoro, che costituiscono famiglie, sono anche i più disinteressati”. Libero dedica invece alla partecipazione giovanile poche righe, producendo un breve resoconto della percentuale di affluenza tra gli under 30.

E mentre i quotidiani attendevano di mandare i loro pezzi in stampa, Piazza Barberini a Roma si riempiva di studenti, attivisti di sinistra e cittadini. I leader del Campo Largo – esclusi Matteo Renzi (Iv) e Carlo Calenda (Azione) – si sono alternati al microfono, rivendicando la sudata vittoria. Non manca nessuno all’appello: Giuseppe Conte del M5s, la segretaria dem Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. Presente anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Il corteo si è poi spostato verso Piazza del Popolo.

Trump e l’ultimatum di cinque giorni all’Iran

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump blocca i raid sulle centrali elettrice ed energetiche iraniane, perché nel weekend – ha spiegato – ci sarebbero state “conversazioni molto buone e produttive riguardo la completa e totale risoluzione delle ostilità in Medio Oriente”. Ha poi parlato di un piano in 15 punti sul quale è in corso una discussione con la leadership a Teheran. Ed è su questo che la narrazione diventa caotica: mentre i media iraniani hanno confermato la versione del tycoon, i vertici della Repubblica Islamica hanno prontamente smentito che ci siano negoziati in corso.

A Londra un altro attacco antisemita

Nella notte di domenica 22 marzo quattro ambulanze sono state date alle fiamme in un quartiere ebraico di Londra. L’esplosione, causata da diverse molotov, ha provocato anche la distruzione delle finestre di un edificio residenziale. Il gesto è stato rivendicato dal gruppo sciita Ashab al-Yamin, lo stesso che si è attribuito la responsabilità negli attacchi di Amsterdam, Rotterdam e Liegi. Le autorità belghe e inglesi preferiscono però procedere cautamente. Non è ancora stata predisposta la denuncia ufficiale.

Energia e Borse europee sulle montagne russe

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo. Milano con +0,81%, dopo una montagna russa tra -2,7% e +2,6%. Forti oscillazioni anche per lo spread, salito fino a 101 punti base, per poi scendere a 89. Per quanto riguarda il settore energetico, il Brent è collato del -9,8% a 101 dollari, il WTI -8,5% a 89,9 dollari, mentre il gas europeo è sceso a 56 euro/MWh (-5,4%). In calo anche l’oro con -2,5% a 4.379 dollari. Resta centrale lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e il 57% del diesel importato in Italia. Mentre sul fronte carburanti, si registrano nuovi rincari: diesel medio a 1,979 euro/l (+11 cent) e la benzina a 1,719 euro/l.

 

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