giovedì 13 Agosto 2026
Larijani,

Larijani, negoziatore chiave e uomo forte del regime iraniano

La storia di uno dei massimi leader del regime che Israele sostiene di aver eliminato

Di Redazione
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A Teheran lo consideravano un di sistema, ma con margini di dialogo. Ali Larijani contava come pochi nella gerarchia della : vicino alla , ma capace di tenere aperto un canale con l’. Israele sostiene di averlo ucciso. Dall’Iran arriva un messaggio a lui attribuito, ma il quadro resta confuso.

Larijani nasce a Najaf, in Iraq, nel 1958, dentro una famiglia religiosa che pesa. Cresce tra studi scientifici e filosofia, con una tesi su Immanuel Kant. Non è il classico uomo di apparato: unisce formazione accademica e istinto politico.

Dopo la rivoluzione entra nei Guardiani della rivoluzione e scala le istituzioni. Dirige la tv di , diventa ministro della , poi segretario del Consiglio supremo di nazionale. Qui costruisce il suo profilo: duro nei toni, ma disposto a trattare sul .

Dal 2008 guida il Parlamento per tre mandati. Pesa nei passaggi chiave, anche nell’accordo sul nucleare del 2015. Negli ultimi anni torna al centro del potere, nel momento più teso tra Iran, e Israele. Secondo il New York Times, arriva a muovere leve decisive dello Stato.

Resta fedele alla linea di Khamenei anche nella gestione delle proteste interne. Ma mantiene un tratto diverso: conosce il linguaggio della trattativa. È questo che lo rende utile e scomodo insieme. In Iran, pochi come lui tengono insieme potere reale e capacità di dialogo.

Leggi anche: https://lasintesi.online/israele-ucciso-il-capo-della-sicurezza-iraniana/ 

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