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giovedì 23 Aprile, 2026
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camera protesta fonte ansa

L’opposizione protesta in aula contro il DL Sicurezza. Il voto slitta a domani

Caos in aula per il premio sui rimpatri, espulso il deputato dem Scotto e seduta sospesa. La maggioranza non arretra e fissa il voto di fiducia per domani

Da Silvia Forconi
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Seduta sospesa, banchi del Governo occupati e un clima di scontro totale oggi in Aula a causa del DL Sicurezza. Dopo una mattinata di caos, la conferenza dei capigruppo ha deciso che domani, mercoledì 22 aprile alle 16, ci sarà il voto sulla fiducia e l’esame dei 145 ordini del giorno.

La protesta: banchi occupati ed espulsioni

La tensione è esplosa quando i deputati delle opposizioni si sono alzati per occupare i banchi del Governo. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è rimasto seduto in silenzio mentre a pochi centimetri da lui i parlamentari della sinistra protestavano gridando ”vergogna”. Poi il deputato PD Arturo Scotto è stato espulso dall’Aula dal presidente di turno Fabio Rampelli, che ha sospeso la seduta.

Tra i deputati che hanno circondato i banchi del governo c’erano anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. Seduto, invece, sopra i banchi dell’esecutivo, oltre al deputato dem Scotto, c’era anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che però si è alzato prima del richiamo di Rampelli.

Le opposizioni: ”Un grave precedente”

Durissimo il commento del leader del M5S, Giuseppe Conte, che parla di un vero e proprio ”cortocircuito istituzionale”. Secondo Conte, il Governo sta creando un grave precedente parlamentare, approvando una norma ritenuta problematica dal Presidente della Repubblica con la promessa di correggerla subito dopo. ”Un grave vulnus”, ha ribadito Conte nei corridoi del Transatlantico, mentre il fronte compatto delle opposizioni ribattezza il testo come il “decreto della vergogna”.

Meloni e Salvini tirano dritto

L’intenzione del Governo resta quella di non arretrare di un millimetro sul decreto. La premier Giorgia Meloni ha ribadito che la norma è di ”assoluto buon senso” e si è detta stupita per le critiche ricevute. Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che ha liquidato le polemiche: ”Non mi stupisco più di nulla”. Per il leader della Lega, la priorità restano i risultati della riforma: ”A me interessa che sia a norma di legge la stretta contro i “maranza” e chi gira con i coltelli, che si velocizzino le espulsioni e si riducano gli ingressi”.

 

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