Oggi a Salamanca Sergio Mattarella ha trasformato la sua laurea honoris causa in un manifesto durissimo contro il disordine che sta colpendo il mondo. Il Presidente, senza troppi giri di parole, ha puntato il dito contro quel «sovranismo assoluto» che sta finendo per delegittimare giudici e tribunali.
«Tocca all’Europa dire di No»
Di fronte a un modello cooperativo globale in totale recessione, Mattarella è stato categorico sul fatto che l’Europa non può restare a guardare. «Tocca all’Europa saper dire di no», ha scandito il Capo dello Stato, riferendosi all’ampliamento dei conflitti e a quella «perenne instabilità» che sta moltiplicando i fronti di crisi. Per il Presidente, accettare che la cooperazione venga sostituita da una visione basata solo sulla competizione e sul “contrattualismo” tra Stati sarebbe un errore imperdonabile.
L’allarme armamenti e le crisi senza sbocco
Il quadro appare cupo. Mattarella ha osservato con preoccupazione l’involuzione del sistema di controllo degli armamenti, trattati sospesi e una trasparenza che sta scomparendo. Dalla guerra in Ucraina al Medio Oriente, travolto dal dopo 7 ottobre con Iran e Libano al centro di una tempesta perfetta, il Presidente vede un «arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco». La conseguenza più grave? L’idea che l’aggressione possa essere «regolarmente praticata» per risolvere le controversie.
«Abbiamo fiducia»
«L’Europa trova il suo fondamento nella dignità umana», ha ricordato in chiusura, definendo questi valori come pilastri cementati da secoli di pensiero illuminato. Il messaggio a chi spera nel fallimento dell’Unione è netto: «Abbiamo fiducia: queste fondamenta non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea».
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