mercoledì 15 Luglio 2026
Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.

Meloni cambia linea su Vannacci: da fantasma politico a possibile alleato. E i sondaggi spiegano perché

La crescita di Futuro Nazionale nei sondaggi (fino al 5,3%) costringe la premier a cambiare linea: da indifferenza ad attacchi, ora prudenza. Il centrodestra si riorganizza e anche Forza Italia rischia di perdere spazio

Di Redazione
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Prima ignorarlo. Poi attaccarlo. Adesso smettere di demonizzarlo. In pochi mesi Giorgia Meloni ha cambiato tre volte strategia nei confronti di Roberto . Non per una diversa valutazione politica del generale, ma perché è cambiato il suo peso elettorale.

I numeri, almeno quelli dei sondaggi Swg per il Tg La7, raccontano una crescita costante di : dal 3,6% del 27 al 5,3% del 22 . In mezzo una progressione quasi continua – 3,9%, 4,1%, 4,3%, 4,6%, 4,8% – culminata dopo l’ di Roma del 13 e 14 giugno. Nell’ultima rilevazione Vannacci raggiunge addirittura la Lega.

È qui che cambia anche Palazzo Chigi. La prima linea era quella dell’indifferenza: non nominare il generale, considerarlo un fenomeno passeggero. Quando però i sondaggi hanno continuato a premiarlo, è arrivata la fase dello scontro, con gli attacchi di Meloni, dei dirigenti di Fratelli d’Italia e persino del Ignazio La Russa. Ma nemmeno questa offensiva ha fermato la crescita del nuovo movimento.

Così, nelle ultime settimane, il clima è cambiato ancora. Toni più prudenti, nessuna definitiva. Il motivo è semplice: se Vannacci dovesse consolidarsi sopra il 5%, o addirittura crescere ancora, potrebbe diventare decisivo per la vittoria del centrodestra alle politiche del 2027. Tenerlo fuori dalla coalizione sarebbe un rischio che Meloni difficilmente potrebbe permettersi.

A rafforzare questa lettura c’è anche l’indiscrezione pubblicata da Repubblica su un sondaggio riservato circolato ai vertici di Fratelli d’Italia. Lo scenario accredita Futuro nazionale fino al 10%, con la Lega al 5%, Forza Italia al 6% e FdI intorno al 25. Che sia una fotografia realistica o meno conta relativamente: i sondaggi, in politica, servono spesso più a orientare le strategie che a prevedere il voto.

Se quella dinamica prendesse forma, a pagare il prezzo più alto sarebbe . Ma anche Forza Italia rischierebbe di vedere ridursi ulteriormente il proprio spazio, schiacciata tra il partito della premier e la nuova di Vannacci. Il centrodestra si ritroverebbe così con tre partiti in competizione per lo stesso elettorato, mentre Meloni sarebbe costretta a rincorrere chi, fino a ieri, riteneva soltanto un fenomeno marginale.

È il paradosso della politica : il partito che conquista il governo finisce per creare, alla propria destra, un nuovo competitore. E il cambio di strategia della premier è forse il primo riconoscimento di questa nuova realtà.

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