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sabato 18 Aprile, 2026
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Meloni e la “pulizia” nel Governo: la lunga marcia verso il 2027 non ammette zavorre

La Premier vuole una filiera corta e "pulita" per blindare Palazzo Chigi. Dopo lo scossone referendario, via i rami secchi: il caso Santanchè è l'ultima emergenza da chiudere prima della missione ad Algeri.

Da Silvia Forconi
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Giorgia Meloni apre la lunga marcia verso le Politiche del 2027 con un monito per i suoi: «Nessuno può vivere di rendita». La strategia della Premier è diventata quella di non essere più esposta ad attacchi, eliminando ogni zavorra giudiziaria o politica che possa frenare l’azione di Palazzo Chigi.

L’aria cambia a Palazzo Chigi

Il clima è mutato in pochissime ore. Le dichiarazioni di Giuseppe Conte contro i ministri finiti nei guai hanno trovato un supporto inaspettato, segnando un punto di rottura politico che la Premier non riesce più ignorare. Segnale chiaro di tutto questo è l’uscita di scena in un solo pomeriggio di Delmastro e Bartolozzi.

Ufficialmente, Meloni nega l’apertura di una crisi di governo, ma la realtà dei fatti racconta un’altra storia. Prima di decollare per Algeri per affrontare i dossier sul Medio Oriente, la Premier vuole recidere i “rami secchi” sia nell’esecutivo che nel partito. I risultati del referendum bruciano ancora e, nonostante i tentativi di minimizzare, la necessità di un cambio di passo e non esporsi a nuovi rischi è diventata l’unica priorità.

Il vertice dei fedelissimi

Nella riunione d’emergenza convocata in Via della Scrofa, Meloni si è stretta attorno ai suoi fedelissimi: Arianna Meloni, Lollobrigida, Donzelli e Colosimo. Al tavolo, paradossalmente, potrebbe esseci anche lo stesso Andrea Delmastro, presente alla scelta del suo successore. Tra i nomi che circolano con più insistenza ci sono quelli di Sara Kelany e Galeazzo Bignami.

La Premier necessita ora di una filiera corta, ordinata e, soprattutto, inattaccabile mediaticamente. È in quest’ottica che va letta l’urgenza di chiudere definitivamente la partita con Daniela Santanchè e tentare di riposizionarsi in vista delle sfide internazionali e della stabilità interna.

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