Il 4 settembre Bari ospiterà la festa organizzata da Fratelli d’Italia per celebrare i quattro anni del governo guidato da Giorgia Meloni, diventato il più longevo della storia della Repubblica. Per l’occasione il partito ha diffuso una brochure di 29 pagine dal titolo «Il governo più stabile, l’Italia più forte. 4 anni di impegno per la nazione», con la premier in copertina. Sono attesi circa diecimila partecipanti. Meloni sarà presente insieme al leader di Noi Moderati, mentre i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini interverranno in collegamento. Ci sarà anche il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Occupazione, fisco e famiglie
Nel dossier il termine «record» ricorre più volte. Il governo rivendica oltre un milione di occupati in più dall’inizio della legislatura e un tasso di occupazione al «picco storico» del 63,2%. La disoccupazione è indicata al 5,8%, mentre quella giovanile è scesa al 18,9%. Tra i risultati vengono citati anche il 54,5% di occupazione femminile, il piano casa da 10 miliardi, i fondi per genitori separati e caregiver e il taglio del cuneo fiscale, con «oltre 21 miliardi immessi direttamente nelle tasche degli italiani». Il dossier non mette però questi dati in relazione con l’aumento del costo della vita: ad agosto l’inflazione è tornata al 3,3%.
Economia: conti più solidi, crescita debole
Il governo rivendica anche il calo dello spread, passato da 233 a meno di 80 punti, e la riduzione del deficit. Secondo gli analisti, tuttavia, il miglioramento dello spread dipende in parte dall’aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi. Restano inoltre problemi strutturali: crescita e produttività deboli, industria in difficoltà, salari erosi dall’inflazione e un debito pubblico tra i più elevati dell’eurozona. Con la conclusione del Pnrr, cresce anche l’incertezza sugli investimenti futuri.
Migranti e sicurezza
Tra i risultati rivendicati c’è il calo dell’80% degli sbarchi e l’aumento dei rimpatri. Sul fronte della sicurezza, il governo sottolinea una diminuzione dei reati, ma le opposizioni contestano una politica sempre più restrittiva, citando limitazioni alle manifestazioni, misure sui minori e il rafforzamento delle politiche di controllo dell’immigrazione.
Riforme e giustizia
Il premierato, definito «madre di tutte le riforme», resta fermo dopo la prima lettura al Senato. Anche l’autonomia differenziata ha subito un ridimensionamento dopo l’intervento della Corte costituzionale. La riforma della giustizia ha invece incontrato un ostacolo decisivo nel referendum, bocciato dagli elettori. Il governo ha comunque portato avanti misure come l’abolizione dell’abuso d’ufficio, la stretta sulle intercettazioni e interventi sulle procure.
Sanità, cultura e Rai
La sanità resta uno dei settori più problematici, tra carenza di personale, liste d’attesa e riforme ancora incomplete. La spesa farmaceutica è salita dai 20,5 miliardi del 2022 ai 25 miliardi del 2025. Sul fronte culturale, la promessa di modificare l’egemonia della sinistra ha prodotto forti polemiche, soprattutto su cinema, Rai e gestione delle istituzioni culturali. Il servizio pubblico è diventato uno dei principali terreni di scontro politico.
Politica estera
Anche la politica internazionale ha attraversato una fase di trasformazione. Dopo il rapporto privilegiato costruito con Donald Trump, Meloni ha dovuto confrontarsi con un progressivo raffreddamento. La premier continua invece a sostenere l’Ucraina e a mantenere un ruolo centrale nei rapporti europei. Il bilancio dei quattro anni appare quindi diviso tra risultati rivendicati dal governo e criticità ancora aperte: crescita, salari, sanità, riforme istituzionali e giustizia restano i principali dossier sui quali si misurerà la seconda parte della legislatura.
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