Giorgia Meloni non è ancora riuscita a portare a termine una riforma in questa sua prima legislatura, eppure già pensa alla prossima. Salario giusto, delegittimazione di Vannacci, elezione del Presidente della Repubblica, legge elettorale e attacchi a Giuseppe Conte per la gestione dell’emergenza del Covid: sono questi gli argomenti che la Presidente del Consiglio ha affrontato davanti a Nicola Porro ospite a “10 minuti” su Rete4.
La leader di FdI ha innanzitutto voluto chiarire che la sua non è una posizione di sudditanza nei confronti di Donald Trump, come sostenuto dall’opposizione. “Non sono antiamericana oggi e non ero inginocchiata ieri, sono una persona che crede che l’Occidente sia più forte unito”, ha chiarito, senza però commentare le immagini giunte dal G7 di Evian e gli attacchi ricevuti dal presidente Usa.
Meloni e gli slogan vuoti su Piano Casa e legge elettorale
Oltre alle nuove promesse sul Piano Casa, che entro fine legislatura “andrà avanti”, e alla difesa del salario giusto, “migliore di quello minimo perché non impone niente dall’alto e quindi è più liberale”, la Presidente del Consiglio si concentra anche sull’efficacia della riforma della legge elettorale. “Non favorisce nessuno, ma favorisce gli italiani”, spiega, chiarendo che i cittadini potranno scegliere direttamente il candidato premier. Meloni omette però il motivo per cui alla Camera è stato aggiunto un emendamento per rendere più difficile al partito di Roberto Vannacci presentare una lista elettorale.
Meloni prova a delegittimare Vannacci
E proprio su Futuro Nazionale, Meloni cerca di non perdere la sua compostezza. “Non mi pare che ci sia grande differenza tra il movimento dell’onorevole Vannacci e tutti gli altri partiti di opposizione”, spiega facendo riferimento al fatto che i futuristi sono soliti votare contro la fiducia al governo. Incalzata un minimo sui temi che Vannacci affronta – gli stessi della sua coalizione – la leader di FdI non riesce a trovare parole per smentire le critiche dell’ex parà della Folgore, se non sul tema della remigrazione. “Per me si tratta dei rimpatri assistiti, che già facciamo”, sentenzia, chiudendo definitivamente la questione.
Gli attacchi contro Conte
Dopo aver criticato chi propaganda le sue stesse posizioni, Meloni si è spostata sull’opposizione, pubblicizzando l’attività della commissione Covid. “Stanno emergendo fatti oggettivamente incredibili”, spiega, riferendosi a questioni già archiviate dalla Procura di Roma e aggiungendo: “Meriterebbero un po’ più di attenzione dei giornalisti rispetto a Maria Rosaria Boccia, della quale abbiamo parlato per mesi”.
L’elezione del Presidente della Repubblica
Infine, la Presidente del Consiglio chiarisce l’obiettivo principale della prossima legislatura. “Possiamo superare un altro grande tabù, quello di avere un Presidente della Repubblica che non è di centrosinistra“, dichiara, sostenendo che in questo modo si dimostrerebbe che “chi non è di sinistra non è un figlio di un Dio minore“. La decisione, però, sarebbe lasciata agli italiani, che nel 2027 dovranno decidere se dare una seconda possibilità a Meloni dopo un primo tentativo fallimentare o se dare spazio al nuovo campo progressista.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





