giovedì 28 Maggio 2026
Alex Pineschi. Foto dal web

Morto in Ucraina il contractor italiano Alex Pineschi

Originario di La Spezia, aveva già combattuto in Iraq contro l'Isis al fianco dei Peshmerga. Da aprile si era unito a una squadra di élite delle forze armate di Kiev

Da Giustino Marai
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È morto in Ucraina il combattente italiano Alex Pineschi, ex alpino originario di La Spezia che da anni operava come contractor e istruttore militare. La notizia è stata diffusa dall’associazione “Memorial – International Volunteers for Ukraine”, ma al momento non risulta ancora una conferma ufficiale da parte delle autorità italiane.
Secondo le prime ricostruzioni, Pineschi sarebbe stato ucciso il 23 maggio nella zona di Lyman durante un’operazione con un’unità speciale ucraina specializzata nell’uso di droni.

Dall’Iraq contro l’Isis al fronte ucraino

Pineschi aveva 42 anni e un lungo passato militare. Dopo il servizio nell’8° Reggimento Alpini dell’Esercito italiano, nel 2014 era partito volontario per il Kurdistan iracheno per combattere l’Isis al fianco dei Peshmerga curdi. Da quell’esperienza aveva tratto anche un libro, Peshmerga. Di fronte alla morte. Tornato in Italia, aveva lavorato nel settore della sicurezza privata e fondato un’accademia specializzata in tiro difensivo e tecniche di protezione personale. Ad aprile 2026 sarebbe poi ripartito per unirsi alle forze ucraine.

Il corpo in obitorio

Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, Pineschi aveva firmato un contratto con l’8° Reggimento Operazioni Speciali delle forze armate ucraine, entrando nel “Team Green Badgers”, unità d’élite impiegata in missioni ad alto rischio.
A differenza di altri italiani morti combattendo in Ucraina, il suo corpo sarebbe stato recuperato e si troverebbe ora in obitorio, in attesa della restituzione ai familiari. Sui social, intanto, si moltiplicano i messaggi di cordoglio da parte di ex compagni d’armi e persone che lo avevano conosciuto in Iraq e in Italia.

“Nessuno può giudicare”

Negli anni Pineschi aveva spesso difeso pubblicamente la scelta di partire volontario per zone di guerra. Nel 2022, commentando la morte del combattente italo-ucraino Benjamin Giorgio Galli, aveva detto: “Nessuno può giudicare le scelte degli altri. La vita appartiene all’individuo e ha il diritto sacrosanto di cedere la propria esistenza a qualunque causa creda corretta”. Pochi giorni fa, dalle parti di Lyman, quella stessa causa ha portato via anche lui.

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