L’Europa deve fare di più, e farlo in fretta. È questo il messaggio che Giorgia Meloni porta al vertice informale dei Ventisette a Cipro. La premier arriva con una linea chiara: servono strumenti più forti contro il caro energia e regole di bilancio meno rigide per affrontare una crisi che rischia di colpire famiglie e imprese.
Il nodo è noto. La guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno riacceso la tensione sui prezzi dell’energia. Per l’Italia, che ha un debito elevato e margini stretti, ogni aumento pesa di più.
Aiuti fuori dal Patto di stabilità
Meloni chiede che gli aiuti per contenere le bollette non rientrino nel calcolo del Patto di stabilità, sul modello delle spese per la difesa. Una richiesta che trova resistenze tra diversi Paesi europei e dentro la stessa Commissione.
La premier riconosce i passi fatti con il piano energetico europeo, ma li giudica insufficienti. L’obiettivo è evitare che il rincaro dell’energia si trasformi in un aumento generale dei prezzi. Il timore riguarda in particolare l’autotrasporto: se crescono i costi del carburante, salgono anche quelli dei beni di consumo.
L’ipotesi dello scostamento
Sul tavolo resta anche la possibilità di uno scostamento di bilancio. Il governo non ha preso una decisione, ma non chiude la porta. Molto dipenderà dalle regole europee e dallo spazio che Bruxelles concederà nei prossimi mesi.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha già chiesto più flessibilità, paragonando la gestione dei conti pubblici a quella di un ospedale in emergenza, con feriti che arrivano senza sosta.
Ucraina, sostegno finanziario e prudenza sull’ingresso
Il vertice di Cipro coincide con una svolta sul fronte ucraino. L’Unione europea ha dato il via libera a un prestito da 90 miliardi e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, dopo il superamento dei veti di Ungheria e Slovacchia.
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