martedì 27 Ottobre 2026
Pride Berlino

Rilasciato il secondo sospettato per l’attentato al Pride di Berlino

Gli inquirenti devono ancora stabilire se Abdul Ballour abbia agito da solo. Nel frattempo il cittadino iraniano fermato dalle forze dell’ordine torna a casa

Di Redazione
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È stato rilasciato il secondo uomo fermato nell’ambito delle indagini sull’ avvenuto durante il di Berlino. Lo riferisce il settimanale tedesco Der Spiegel, secondo cui gli investigatori non hanno trovato elementi sufficienti a confermare il suo coinvolgimento nell’attentato. L’uomo, un cittadino iraniano, era stato arrestato con il sospetto che si trovasse a bordo del utilizzato per investire la folla durante il di sabato sera. Resta ancora da chiarire, però, se l’attentatore – il 21enne Abdul Ballout, tedesco di origini libanesi – abbia agito da solo.

Intanto, il del giovane ha raccontato a Der Spiegel: «Siamo sciiti, non sosteniamo l’Isis. Ma mio figlio amava i sunniti. Riteneva cattivo il gruppo terroristico islamico», le parole di Tawfik Ballout, 64 anni. Quest’ultimo ha poi ricordato i contrasti avuti con Abdul, spiegando che quest’ultimo avrebbe voluto portare la barba lunga contro il suo parere. «Mi spiego solo in un modo quello che è successo: gli hanno fatto il lavaggio del », ha aggiunto.

L’attentato ha riacceso il dibattito sulla gestione degli individui radicalizzati in Germania. Ballout era infatti già noto alle autorità per precedenti penali, tra cui lesioni personali, estorsione e rapina, a un tentativo di raggiungere la Siria per unirsi allo Stato Islamico. Arrestato in e successivamente rimpatriato, lo scorso maggio era stato a un anno e dieci mesi di reclusione per «preparazione di un grave atto di violenza sovversiva». La pena era stata sospesa tenendo conto del periodo già trascorso in carcere e del percorso di apparente allontanamento dall’estremismo dichiarato dall’imputato.

Proprio quella decisione è ora al centro delle polemiche. Il deputato della Cdu Marc Henrichmann, della commissione parlamentare di vigilanza sui servizi segreti, ha invocato un approccio più rigoroso nei confronti degli estremisti, affermando che «non si deve attribuire un valore eccessivo alle loro libertà quando sono in gioco vite umane». Sulla stessa linea, anche il ministro dell’Interno bavarese Joachim Herrmann, che ha definito «catastrofica» la sospensione della pena, sottolineando come «i giudici devono essere consapevoli della responsabilità che hanno per la sicurezza dei cittadini».

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