martedì 28 Luglio 2026

Roggero sì, il barista cinese no. Da Milano un caso simile ma dalla destra nessuna campagna per la grazia

Mentre il centrodestra mobilita parlamentari, raccolte firme e appelli al Quirinale per Mario Roggero, c’è un caso recente che presenta diversi punti di contatto ma che non ha suscitato la stessa reazione politica

Di Redazione
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Il 17 ottobre 2024, a , Shu Zou e , gestori di un di viale Giovanni da Cermenate, sorpresero Eros Di Ronza mentre tentava di rubare alcuni gratta e vinci. Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, il ladro era già in e aveva persino abbandonato la refurtiva quando i due lo raggiunsero all’esterno del locale, lo immobilizzarono e lo colpirono ripetutamente con una forbice. Nel maggio 2026 la Corte d’Assise di Milano li ha condannati a 17 anni di reclusione per omicidio volontario, riconoscendo l’attenuante della provocazione ma escludendo la legittima .

Il nodo della legittima difesa

La motivazione richiama un principio molto simile a quello affermato nel caso Roggero: una volta cessato il pericolo immediato, la reazione non può trasformarsi in una punizione. I giudici hanno sottolineato che la vittima non rappresentava più un pericolo attuale e hanno escluso che l’omicidio fosse necessario per difendersi.

Le analogie con la vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour sono evidenti: in entrambi i casi l’autore dell’omicidio aveva subito un furto, ha inseguito chi stava fuggendo ed è stato poi perché la reazione è stata ritenuta sproporzionata rispetto al pericolo esistente in quel momento. Rimangono, naturalmente, differenze importanti nelle modalità dei fatti e nelle singole valutazioni processuali.

La risposta della

Ciò che cambia radicalmente è invece la reazione politica. Dopo la condanna definitiva di Roggero, Lega e Fratelli d’ hanno promosso una raccolta firme per la grazia, Matteo Salvini ha invitato il presidente Sergio Mattarella a valutare un atto di clemenza e il ministro della Giustizia ha aperto alla possibilità di avviare l’iter previsto dall’ordinamento.

Nel caso dei due gestori del bar di Milano, invece, non risultano analoghe iniziative pubbliche da parte dei principali esponenti del centrodestra: nessuna raccolta firme, nessun al Quirinale e nessuna campagna politica in favore dei due condannati.

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