giovedì 16 Luglio 2026
Incidente di Modena. ANSA_Francesco Vecchi

Salim El Koudri: “Sabato sono uscito di casa sapendo che dovevo morire”

Il legale del 31enne racconta il colloquio con il suo assistito: "Ha un disturbo psichiatrico importante, non ha una spiegazione né memoria di quello che ha fatto"

Di Giustino Marai
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“Mi ha detto: ‘Io quel giorno sono uscito pensando di morire’, non di uccidere e neanche di uccidermi, di morire”. È il racconto dell’ Fausto Giannelli, difensore di Salim El Koudri, il 31enne accusato di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello dopo essere piombato sabato con l’ nel centro storico di . Nell’impatto sono rimaste ferite diverse persone, alcune in modo gravissimo, con amputazioni e lesioni permanenti.

“Non ha di quello che ha fatto”

Il legale descrive un uomo confuso, incapace di spiegare le ragioni del gesto. “Non ha un perché, non ha una ragione e sembra ricordare cose che ha fatto un altro”, ha spiegato Giannelli a SkyTg24.
Secondo il racconto dell’avvocato, El Koudri avrebbe conservato solo alcuni frammenti di quanto accaduto: “Mi ha detto: ‘mi ricordo che guidavo forte, più forte che potevo, perché quel giorno pensavo di morire’, e quando gli ho detto ‘Invece hai rischiato di uccidere delle persone’ per lui è stata un’affermazione come se l’avesse sentita, raccontata. Lui non ha memoria di quello che ha fatto”.
Giannelli ha aggiunto anche un dettaglio che lo ha colpito durante il colloquio in carcere: “Quando gli ho raccontato i particolari sui feriti, le amputazioni, mi ha detto ‘ma che brutta cosa’. È rimasto colpito dall’orrore di questa cosa come se non fosse lui l’autore di quel gesto”.

Il disturbo psichiatrico

L’avvocato ha ricostruito anche il percorso clinico del suo assistito. “È stato volontariamente seguito da un Centro di salute mentale che ha fatto una diagnosi di disturbo psichiatrico che già era importante all’epoca. Poi, purtroppo, ha sospeso questa : non è più andato e ha smesso di prendere le medicine prescritte. Questo è stato l’inizio di un progressivo deterioramento”.
Alla domanda sul perché avesse interrotto le , El Koudri avrebbe risposto “che stava bene, che era tranquillo e che non ne aveva più bisogno”.
Secondo il difensore, il 31enne si sentiva perseguitato: “Diceva che aveva il malocchio. Che qualcuno gli aveva mandato il diavolo addosso”. Un racconto che, osserva Giannelli, arriva “da uno che non è credente, non va in e non è praticante”.

Le email inviate all’università

Nel colloquio in carcere il legale ha affrontato anche il tema delle email di insulti e inviate nel all’università di Modena. “Gliele ho lette e gli ho chiesto spiegazioni. Lui non ha detto di non averle spedite, non si ricordava minimamente di questo episodio. Ha detto di avere avuto problemi sul lavoro ma non di essere stato bullizzato”. E, sottolinea ancora il difensore, “non invoca i problemi avuti nel trovare un lavoro come giustificazione”.
Quanto alla Bibbia e al sacerdote chiesti in carcere, Giannelli conclude: “Non è un cattolico praticante, quindi credo sia un momento di confusione. Crede che questo possa essere di aiuto”.

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