Matteo Salvini non sembra preoccupato dell’ascesa di Roberto Vannacci. Infatti afferma: «Questo centrodestra vincerà le politiche con Lega in doppia cifra». È sicuro, insomma, di recuperare terreno in vista delle elezioni parlamentari che si terranno nel 2027. Forse ad aprile, qualora l’esecutivo decida di procedere con il voto anticipato. D’altro canto il generale incalza il vicepremier: «Il 5.9% nei sondaggi è solo l’inizio. Non credo ai sondaggi, i veri sondaggi li faccio per la strada, quando le persone mi chiedono di andare avanti».
E mentre il leader del Carroccio rivendica la credibilità del partito, il suo ex vice segretario ha sciorinato una serie di obiettivi da raggiungere: popolazione straniera al 4% sull’autoctona e niente specifiche nei casi di omicidio. Critica, quindi, le aggravanti sul femminicidio, omofobia, islamofobia e così via. Una questione di praticità, riflette, poiché «altrimenti bisognerebbe poi parlare di immigraticidio». Il generale ha qualcosa da dire anche ai potenziali alleati – dal fronte progressista, difficilmente si aprirà mai un varco – che non considerano per ora la possibilità di includerlo nella coalizione: «Erigono muri perché hanno paura o vogliono mettere le mani avanti».
In realtà i leghisti smentiscono la versione di Vannacci, che tende a sottolineare sempre più spesso i timori del centrodestra. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, per esempio, ha affermato: «Tutti siamo capaci di dire ‘adesso mandiamo via tutti gli stranieri‘, ‘adesso con la bacchetta magica non ci saranno più reati nelle strade’, tutti siamo capaci a dire queste cose. Noi facciamo i fatti concreti e vogliamo essere giudicati dai fatti concreti». Ed è d’accordo lo stesso Salvini, che ha ribadito dai gazebo sparsi per la sua Milano: «Per il momento si è messo fuori, poi se cambierà idea… Ma se voti reiteratamente contro il governo e per mandare a casa il governo, poi o cambi idea e dici ho sbagliato oppure non puoi chiedere di entrare».
Nel frattempo, dall’opposizione, qualcuno si solleva. Il “big” del Pd Goffredo Bettini invita il fronte progressista a rimanere vigile: «Vannacci purtroppo va preso sul serio, dice le parole che non può dire la Meloni. La distanza tra le élite, anche democratiche, e i dimenticati, gli arrabbiati, i disperati, quelli che non credono più nella democrazia, perché schiacciati nella loro condizione considerata senza sbocchi. Li c’è un vuoto nostro». Ha poi concluso: «Lavora dentro una faglia delle democrazie occidentali». E in questo clima, la Lega tenta di recuperare terreno, almeno a Milano. Nella speranza che quanto accade nel capoluogo lombardo funga, in parte, da specchio in prospettiva delle politiche 2027.
Leggi anche: Macron e Sanchez bocciano il modello Albania di Meloni al Consiglio Ue
Seguite La Sintesi sui nostri social!





