giovedì 13 Agosto 2026

Si alza lo scontro tra Italia e Spagna. Tajani: «Non rispondo io, ma i numeri»

Scontro diplomatico sulla crisi di Ceuta: il ministro spagnolo Albares attacca l’Italia, Tajani ribatte con i numeri del Viminale. Von der Leyen invita gli Stati membri a una risposta comune

Di Redazione
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La crisi migratoria di Ceuta infiamma il confronto tra Italia e Spagna e approda sul tavolo dell’Unione europea. Alle 10 è iniziata la riunione straordinaria informale dei ministri dell’Interno dell’Ue, convocata dalla presidenza irlandese in videoconferenza per affrontare l’ nell’enclave spagnola e discutere le possibili risposte comuni. Al vertice prenderanno parte anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, oltre ai rappresentanti del Servizio europeo per l’azione esterna, di , dell’Agenzia europea per l’asilo e di Europol.

La proposta italiana sugli

Nel corso della riunione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi illustrerà la proposta italiana per la realizzazione di hub destinati ai rimpatri dei migranti in . Un’ipotesi sostenuta da 21 Stati membri e dal popolare europeo, destinata a diventare uno dei principali dossier del prossimo autunno europeo. Sul tavolo resta però aperta la questione delle risorse necessarie per finanziare il progetto.

L’affondo di Madrid

A riaccendere lo scontro sono state le dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che ha puntato il dito contro il governo italiano. «Ci sono stati governi che non sono stati all’altezza, così come alcuni politici e partiti spagnoli che hanno assunto posizioni irresponsabili. Il governo italiano è stato uno di questi. L’Italia, in altri momenti, è stata assolutamente inondata di immigrati , con crisi ripetute a Lampedusa che non è riuscita a risolvere. La Spagna, invece, è sempre stata solidale, sia sul piano politico sia con i fatti. È questa la solidarietà che esigiamo dai nostri partner europei». Parole che rischiano di pesare anche sui prossimi negoziati europei.

La di Tajani

La risposta italiana è arrivata prima dal Viminale, che ha rivendicato il calo degli sbarchi, e poi dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Al Ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri. Dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60% su base annua. Da gennaio a luglio 2026 gli sbarchi sono scesi dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023. Gli arrivi irregolari via mare al 15 luglio 2026 sono stati 15.323, -54% rispetto al 2025 e -50% sul 2024». Tajani ha inoltre rivendicato il lavoro svolto dal governo attraverso gli accordi con i Paesi di origine e di transito, sostenendo che «il nuovo Patto UE su asilo e migrazione ha una marcata impronta italiana». Poi ha richiamato l’attenzione sulla situazione di Ceuta: «Tra i migranti arrivati a Ceuta ce ne sono oltre 5000 provenienti dall’area sub-sahariana, che non possono essere rimpatriati o rimandati in . Che fine faranno? Dove andranno?».

L’appello di

Nel tentativo di raffreddare lo scontro è intervenuta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che in una lettera al spagnolo Pedro Sánchez ha ribadito il sostegno dell’Ue a Madrid. «La migrazione è una sfida europea, che richiede una risposta europea. E per questo la solidarietà è fondamentale». Bruxelles punta così a riportare il confronto sul terreno della cooperazione, mentre la gestione dei flussi migratori si conferma uno dei dossier più delicati dell’agenda europea.

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