La crisi politica del primo ministro britannico, Keir Starmer, sembra non avere fine. A scuotere il suo governo è un nuovo scandalo legato a Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo accusato di aver intessuto una rete di relazioni con i grandi nomi della politica e dello showbusiness mondiali. Dopo quello dell’ex ambasciatore negli Usa, Peter Mandelson, un nuovo nome del governo Starmer è finito al centro della vicenda.
Si tratta di Sir Olly Robbins, il più alto funzionario del ministero degli Esteri di Londra. Secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, il suo dipartimento non avrebbe informato il ministro del fatto che Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza per il ruolo di ambasciatore negli Stati Uniti. Mandelson è sotto inchiesta con l’accusa di aver condiviso con Epstein delle informazioni riservate. A seguito del suo arresto e del suo rilascio, è stata anche pubblicata una foto in cui l’ex ambasciatore è ritratto in accappatoio con il faccendiere americano.
L’opposizione chiede le dimissioni di Starmer
A causa di questo errore, sembra che Robbins presto presenterà le sue dimissioni. Una scelta che però non convince affatto l’opposizione britannica. I partiti sostengono che il funzionario sia solo un “capro espiatorio” per Starmer, il quale è invece accusato di aver più volte dichiarato il falso. La leader dei Conservatori, Kemi Badenoch, ha richiesto le dimissioni del primo ministro, spiegando che quest’ultimo avrebbe “fuorviato” il Parlamento, dichiarando più volte che la nomina di Mandelson aveva seguito “il pieno rispetto delle procedure”. Inoltre, i partiti di opposizione ritengono che non sia vero che Starmer e il suo ministro degli Esteri, Yvette Cooper, non fossero a conoscenza della posizione di Mandelson.
L’Esecutivo Starmer intanto serra i ranghi. Il premier si presenterà il 20 aprile alla Camera dei Comuni per correggere quanto dichiarato in passato su Mandelson con un’apposita dichiarazione. Il ministro Darren Jones, coordinatore del suo Ufficio di Gabinetto, ha già chiarito che il primo ministro non si dimetterà per il caso Mandelson. “Trovo sbalorditivo che il ministero degli Esteri abbia ignorato a suo tempo la raccomandazione contraria al rilascio del nulla osta di sicurezza a Mandelson”, ha dichiarato, scaricando la responsabilità della vicenda su Robbins. Un escamotage che, però, potrebbe non salvare Starmer da un drastico calo dei consensi.
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