domenica 27 Settembre 2026
Giorgia Meloni

Sulle preferenze di genere c’è l’intesa ma è soltanto bluff. Ecco svelata la trappola del Melonellum

La riforma promette più spazio alle donne, ma i posti sicuri restano senza quote. Scoppia la rivolta delle parlamentari, tensioni anche nella maggioranza

Di Redazione
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Più preferenze, meno garanzie. È questo il paradosso che sta facendo esplodere il caso del Melonellum, la nuova legge elettorale proposta dal centrodestra. La maggioranza rivendica un rafforzamento della femminile, ma il meccanismo studiato per favorire l’equilibrio tra uomini e viene bollato da opposizioni e da molte esponenti della stessa maggioranza come un semplice bluff. Il motivo è tutto nei capilista bloccati, i candidati praticamente certi dell’elezione: proprio su quei posti non è previsto alcun vincolo di parità. L’emendamento che approderà al Senato stabilisce infatti che, se il capolista è un , il secondo nome dovrà essere una donna e viceversa. Un correttivo che, però, secondo le critiche cambia poco o nulla, perché soltanto il primo della lista gode di una reale posizione di vantaggio. Dal secondo posto in poi, l’elezione dipenderà dalle preferenze degli elettori.

La protesta attraversa il

La contestazione supera i confini dell’. La capogruppo del Pd alla , Chiara Braga, chiede alle colleghe della maggioranza di non accettare «l’ennesima mortificazione della rappresentanza femminile». Anche da Azione arrivano critiche. Ma il malumore cresce soprattutto dentro Forza Italia. La vicesegretaria Deborah Bergamini ha sollevato direttamente il tema con Antonio Tajani, chiedendo che il partito garantisca una presenza femminile anche nei collegi più competitivi.

Il rischio fronde

Il leader azzurro assicura che Forza Italia darà spazio alle donne nelle candidature, ma le rassicurazioni non bastano a spegnere i dubbi. Molte parlamentari continuano a chiedere quote obbligatorie proprio tra i capilista, ritenendo insufficiente il correttivo sulle preferenze. Con il ritorno del testo al Senato e il possibile segreto, nella maggioranza cresce il timore di franchi tiratori. Perché la battaglia sul Melonellum non riguarda più soltanto la legge elettorale: è diventata un politico sulla credibilità degli impegni del centrodestra in materia di parità di .

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