La scissione, almeno per ora, resta nel cassetto. Ma la resa dei conti dentro la Lega è già cominciata. Alla vigilia del direttivo lombardo convocato da Matteo Salvini, prende forma il progetto di un’associazione che riunisca l’anima nordista del partito. Un’iniziativa promossa dai governatori e dai dirigenti del Nord che, pur evitando lo strappo, punta a pesare sempre di più nelle scelte del Carroccio. L’obiettivo è dare una casa politica a chi chiede un ritorno alle origini della Lega, con maggiore attenzione all’autonomia e ai territori, prendendo le distanze dalla linea nazional-sovranista impressa negli ultimi anni dal segretario.
Il progetto dei governatori
Tra i principali sostenitori dell’iniziativa c‘è il presidente del Veneto, Luca Zaia. Con lui seguono con interesse anche il governatore lombardo Attilio Fontana e quello del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Informato del progetto anche il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. L’idea nasce dopo il definitivo tramonto dell’ipotesi di una “doppia Lega”, con un partito autonomo al Nord e uno nazionale nel Centro-Sud. Un modello che Salvini ha sempre respinto, costringendo i sostenitori della vecchia Lega Nord a cercare una soluzione alternativa.
Salvini prova a ricompattare il partito
Il segretario conosce il malessere che attraversa il Carroccio e prova a disinnescarlo convocando il direttivo della Lega lombarda nella storica sede di via Bellerio. Ai dirigenti il messaggio è chiaro: basta polemiche interne, il partito deve ritrovare compattezza in vista dei prossimi appuntamenti politici. Per settembre Salvini prepara anche una convention nazionale programmatica con l’obiettivo di rilanciare l’azione del partito e ricompattare le diverse anime della Lega.
Il peso di Vannacci
A rendere ancora più delicati gli equilibri interni è la crescita politica di Roberto Vannacci. Molti dirigenti del Nord ricordano che Salvini non aveva ostacolato la nascita dell’associazione legata al generale, interpretata da molti come una struttura parallela al partito. Per questo ora faticano ad accettare eventuali veti sul progetto dei governatori. Nel frattempo cresce anche il disagio di chi ritiene che la Lega abbia progressivamente abbandonato la propria identità territoriale per inseguire una linea troppo spostata a destra sul piano nazionale.
La prova di Pontida
Il banco di prova sarà il tradizionale raduno di Pontida. Proprio nei giorni che precederanno la manifestazione potrebbe vedere la luce la nuova associazione nordista, destinata a diventare il punto di riferimento dell’area che chiede un cambio di rotta. Non una scissione, almeno per ora. Ma un segnale politico destinato a pesare negli equilibri del Carroccio. Per Salvini la sfida non arriva dalle opposizioni, bensì dal cuore stesso della Lega: quella parte del partito che non ha mai smesso di guardare al Nord come alla propria vera ragione d’essere.
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