domenica 24 Maggio 2026
Attivisti Flotilla ph Ansa

“Trattati come animali da Israele” Anche un italiano tra gli attivisti ricoverati della Flotilla

Circa 50 persone sono state ricoverate dopo la liberazione per le ferite riportate durante il sequestro. C’è anche un cittadino italiano colpito con un pugno all’addome

Da Laura Laurenzi
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Violenze, sopraffazioni, molestie e in alcuni casi anche stupri. Sono inquietanti i racconti degli attivisti della Global Sumud Flotilla, abbordati e sequestrati dalle Forze di Difesa israeliane mentre tentavano di raggiungere le coste di Gaza con barche cariche di beni di prima necessità. Oltre ad aver proceduto ad un abbordaggio in acque internazionali, i militari israeliani avrebbero agito con una violenza inaudita nei confronti degli attivisti.

Il video pubblicato dal ministro della Difesa israeliana, Itamar Ben Gvir, era solo la punta dell’iceberg. Dopo la loro liberazione, i partecipanti alla missione hanno raccontato i soprusi e le aggressioni subite durante il sequestro. Prima sulla “nave lager” che li ha trasportati ad Ashdod e poi nei vari centri in cui sono stati smistati prima dei rimpatri.

I racconti degli attivisti della Flotilla

“Siamo stati trattati come animali, ammassati in container con il filo spinato, tenuti sempre sotto il tiro dei cecchini”, hanno riferito diversi partecipanti alla Flotilla. Calci, pugni, schiaffi, privazioni dei propri farmaci, umiliazioni, palpeggiamenti e violenze sessuali messi in atto senza timore e con la consapevolezza che “qui siamo i padroni”, per riprendere le parole dello stesso Ben Gvir. A far riflettere, però, è il mantra ripetuto da questi attivisti: “Quello che è successo a noi è quello che sistematicamente accade ai prigionieri palestinesi”. Se i militanti della Flotilla hanno avuto un assaggio per qualche ora delle violenze israeliane, c’è chi è costretto a subirle quotidianamente senza una via di fuga e senza che vi siano conseguenze.

Le aggressioni messe in atto in questa quarta spedizione della Flotilla sono state ben più feroci di quelle precedenti. Un segnale, secondo alcuni, che indicherebbe come Israele si ritenga al di sopra di ogni tipo di conseguenza. “Quando ci hanno fermato e arrestato lo scorso anno, nessuno ha fatto nulla. Questa escalation di violenza è frutto della connivenza dei nostri governanti”, ha criticato Marco Orefice che per due volte ha preso parte alla missione della Flotilla.

“Quella violenza generalizzata è una costante, così come la totale sospensione di ogni diritto”, ha rimarcato, sottolineando che la condanna del governo italiano e la richiesta di sanzioni contro ben Gvir siano il segno di un’ipocrisia dilagante, che finora ha ignorato quanto compiuto da Israele nei confronti di Gaza e ora del Libano.

Israele respinge ogni accusa

A dimostrazione di queste violenze ci sono i ricoveri di circa cinquanta attivisti. Tra questi c’è anche un italiano, il 69enne Ruggero Zeni. Si trova in ospedale in Turchia a causa delle conseguenze di un pugno ricevuto all’altezza del fegato. Come riferito dal fratello, se le sue condizioni miglioreranno lunedì potrà tornare in Italia. Nonostante le foto dei corpi tumefatti degli attivisti e i racconti scioccanti della loro esperienza, Israele continua a respingere ogni accusa: “Tutte le persone detenute sono state trattenute nel rispetto della legge e con pieno riguardo ai loro diritti fondamentali”.

Una posizione che stride di fronte alle testimonianze di centinaia di persone. L’attivista milanese Martina Comparelli ha parlato a La Stampa di violenze non solo fisiche ma anche psicologiche, con privazioni dei diritti umani. “Mi hanno privata dei miei farmaci e quando sono andata da un medico per riaverli mi ha molestata con la complicità di una soldatessa israeliana”, ha riferito sostenendo che, di fronte alla consapevolezza di non avere più alcuno strumento di protesta e di difesa, lo sciopero della fame è rimasto l’unico baluardo di un’umanità che difende la sua esistenza di fronte alla sopraffazione e all’umiliazione.

Leggi anche: Noury (Amnesty) a La Sintesi: “Sulla Flotilla trattamenti crudeli e degradanti. Va sospeso l’accordo con Israele”

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