lunedì 25 Maggio 2026
Violenza

Violenza di genere: cresce la prevenzione ma il fenomeno resta radicato

Sempre più donne sentono di poter denunciare ma rimane una dinamica intrinseca della società

Da Maria Vittoria Ciocci
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Nel 2015 gli ammonimenti del Questore per atti di violenza erano quattrocento. Nel 2025 sono lievitati a 5.986. Si tratta di una misura di prevenzione amministrativa, estesa dal 2013 agli abusi psicologici e fisici con la legge n.69 e potenziata dalla legge Roccella n.168 del 2023, che amplifica il raggio d’azione – oltre alle percosse e alle lesioni – a minacce, revenge porn e violazioni di domicilio. Il dato in aumento può essere osservato tanto positivamente, quanto negativamente.

In primis, dimostra che ora le donne sentono di poter denunciare, quando un tempo, nel timore di ripercussioni, preferivano trincerarsi nel silenzio. In secondo luogo, conferma l’efficacia dell’ammonimento, che offre alle autorità un campo più ampio di azione, in passato limitato alle aggressioni fisiche. Tuttavia, mostra al contempo quanto il fenomeno sia radicato nella società e difficilmente debellabile.

I dati sui femminicidi

La prevenzione ha bloccato l’impennata dei femminicidi, grazie all’individuazione dei cosiddetti “reati spia”. Quindi lesioni, percosse, minacce e stalking. Secondo i dati forniti dal Viminale, dal 2015 al 2025, gli omicidi volontari in cui la vittima è una donna sono calati del 33,1%. Tuttavia, si tratta di una discesa inferiore rispetto a quella dei delitti in cui è un uomo la vittima, che corrisponde a – 42,7%.

Fatta eccezione per il 2025, in cui il ridimensionamento dei femminicidi è stato superiore: da 119 a 97 (-18,5%), con un calo complessivo del 14,9%. Un andamento che vede seguito durante i primi mesi dell’anno corrente: 15 vittime, contro le 19 entro lo stesso lasso di tempo nel 2025. È però la dinamica a ripetersi: i responsabili sono quasi sempre i partner, gli ex partner o figure familiari. In merito a queste ultime, nel 2025 si contano 85 vittime, contro le 97 nel 2024. Non cambia invece quello commesso dai compagni o mariti, fermo a 62 sia nel 2024 che nel 2025.

Leggi anche: L’Idf nega gli abusi sugli attivisti della Flotilla. La Procura di Roma acquisirà i referti medici dalla Turchia

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